logo | home | recensioni | libri | scrittori | leggere | scrivere | novità | temi | letteratura italiana | nursing | viaggi | idee | link

anno 2003

anno 2005 

anno 2006

ARCHIVIO 2000-2002

È uscito di recente un libro: Nicola Cacace, 2010: Scenario delle professioni, Editori Riuniti.
Tra i professionisti più richiesti dal mercato del futuro, secondo attendibili previsioni, in pole position c'è l'infermiere.
Speriamo che a ciò corrispondano al più presto miglioramenti di status e di remunerazione economica.

Gli atenei di Milano, Firenze e Roma hanno istituito un master per infermieri "anti-errore", che saranno impegnati nel migliorare la qualità dell'assistenza e la sicurezza del paziente, riducendo i casi di malpractice e correggendo le disfunzioni organizzative.
Esperti di risk-management, gli infermieri così formati saranno operativi sia nelle unità ospedaliere che nei servizi territoriali ed extraospedalieri, comprese le Forze armate e la Polizia giudiziaria.
(Fonte: "Al via master per infermieri 'anti-errore'", La Nazione, 19 settembre 2005)
Intanto il Ministero della Salute ha identificato 10 eventi sentinella da monitorare e sui quali intervenire per ovviare a inadeguatezze e carenze organizzative. Si tratta di: 1) paziente sbagliato; 2) intervento errato; 3) suicidio del paziente; 4) garza dimenticata; 5) trasfusione sbagliata; 6) errori di terapia; 7) decesso nel parto; 8) violenza su paziente; 9) mortalità neonato; 10) altri eventi avversi (che causano morte o gravi danni sensoriali, motori, di funzionalità d'organo o intellettuale).
(Fonte: Bartoloni, Marzio. "'Sentinelle' in corsia a caccia degli errori". Il Sole 24 Ore Sanità, Anno VIII- n. 34 (6 sett. - 12 sett. 2005), p. 8-9)

Cresce di importanza nel mondo occidentale il ruolo degli infermieri. Lo rileva il rapporto dell'Osservatorio europeo dei servizi sanitari di cui fa menzione Il Sole 24 Ore Sanità ("L'incredibile ascesa degli infermieri", Anno IX - n. 5, 7-13 febbraio 2006, pagina 2).
Il ruolo degli infermieri è destinato ulteriormente ad espandersi  in quei Paesi, come l'Italia, che prevedono per l'esercizio della professione una formazione più elevata, di tipo universitario.
Stanno cadendo alcuni storici steccati che dividevano il medico dall'infermiere e, con il crescere della necessità di lavorare in team multidisciplinari, sta emergendo la figura del pratictioner: ciascuna figura professionale, cioè, dà in relativa autonomia il proprio contributo nell'approccio ai bisogni sanitari dei cittadini. Una metodologia di lavoro che sovverte le tradizionali gerarchie.
Esempi di ambiti, in cui l'infermiere ha conquistato un ruolo più importante e strategico sono: il triage, la gestione del malato cronico, la gestione del paziente diabetico, l'assistenza in sala operatoria.

Il rapporto dell'Osservatorio europeo dei servizi sanitari rileva che è in crescita il livello di stress e di burnout degli operatori sanitari, secondo ormai soltanto a quello degli insegnanti. In aumento sono inoltre la demotivazione, gli infortuni sul lavoro e i tassi di assenza per malattia, dovuti principalmente all'onerosità dei turni e del lavoro notturno (soltanto i lavoratori degli alberghi e del catering hanno turni più sfavorevoli).
Diffusi, principalmente fra gli infermieri, i problemi muscolo-scheletrici (mal di schiena, 40%), ma in aumento sono pure le allergie, le malattie della pelle e i disturbi respiratori. Purtroppo rilevanti anche gli episodi di violenze fisiche e le intimidazioni sul luogo di lavoro.
In generale la convergente pressione di orari, flessibilità e riduzione degli organici verificatasi negli ultimi anni sono sfociati in un malessere diffuso e molti sono coloro che desiderano abbandonare la professione. Su tale determinazione incidono il tipo di leadership e di management praticati. In questo l'Italia sembra distinguersi negativamente. Mentre gli infermieri di Belgio, Germania, Slovacchia e Regno Unito sono quelli che al riguardo stanno meglio: godono di uno status più elevato, di un più alto controllo sull'attività e avvertono la benefica sensazione di essere "considerati" all'interno dell'organizzazione.
I rimedi più indicati per ridurre il disagio degli infermieri e degli altri operatori sanitari sono, secondo gli esperti europei: formazione, empowerment, partecipazione, condivisione delle informazioni.
Occorre insomma un management più aggiornato, perché, rileva il rapporto, "investire sulle risorse umane è una situazione vincente per l'organizzazione, i pazienti, i medici e le istituzioni".
(Fonte: "Stress, ansia e burnout sono in agguato". Il Sole 24 Ore Sanità, Anno IX - n. 5, 7-13 febbraio 2006, pagina 2)

Nel cammino, non di rado tortuoso, verso la modernizzazione della sanità, anche l'Italia si appresta a conferire piena legittimazione alla formazione a distanza (Fad).
La sperimentazione condotta dalla Commissione nazionale per la formazione continua, in collaborazione con Fiaso e FederSanità, ha dato esito positivo. In particolare, si riconosce alla formazione a distanza in ambito sanitario:

  • efficacia formativa, superiore spesso a quella dei tradizionali corsi residenziali, con ricadute positive sull'innovazione e sulla qualità delle prestazioni; 
  • flessibilità
  • facilità d'uso
  • gradimento degli operatori che ne fruiscono; 
  • economicità

Gli infermieri, tramite la loro federazione nazionale IPASVI, unitamente all'Agenzia italiana del farmaco, hanno già varato una serie di corsi a distanza, accreditati ECM, che si rifanno all'Evidence based Nursing. I primi argomenti trattati sono: la tricotomia pre-intervento, la pulizia delle ferite, il trattamento del bambino con febbre, le calze compressive nel post-operatorio, l'idratazione nella demenza senile, la contenzione, la cura del piede diabetico, la stitichezza nell'anziano.


Pagina aggiornata il 24.07.06
Copyright 2000-2006 Valentino Sossella