Biografia
Nasce nel 1804 a Landshut, in Germania, quarto figlio di un eminente
giurista. Nel 1822 ottiene la licenza liceale. Si iscrive poi all'università di Heidelberg e vi studia teologia.
Nel 1824 si trasferisce a Berlino, dove ha l’opportunità di seguire le
lezioni di Hegel: affascinato dalle sue tesi si dedica completamente agli
studi di filosofia. Nel 1828 raggiunge la laurea e l’abilitazione all’insegnamento
nella piccola università di Erlangen. L’anno successivo esercita la
libera docenza. Pubblica la sua prima opera nel 1830. Le tesi espresse,
non conformi alle dottrine cristiane e gli attacchi alla filosofia
accademica gli procurano ostilità, che bloccano la sua carriera
universitaria. Dal 1839 Feuerbach inizia una seria revisione critica alla
filosofia hegeliana, diventando in breve tempo uno dei filosofi tedeschi
più in vista, al punto che, nel 1848, viene invitato dagli studenti
rivoluzionari a tenere un corso, le cui lezioni, pubblicate nel 1851,
diventano un libro dal titolo Lezioni sull'essenza della religione.
Negli anni successivi Feuerbach è messo in disparte. Ridotto in
condizioni economiche precarie, si occupa negli ultimi anni delle edizioni
dei suoi libri e dello studio delle scienze naturali. Muore a Rechensberg,
vicino Norimberga, nel 1872.
Opere
Pensieri sulla morte e l'immortalità (1830); L'essenza del
cristianesimo (1841); Principi della filosofia dell'avvenire
(1843); L'essenza della religione (1846)
La filosofia di Feuerbach prende le mosse dal sistema filosofico ideato
da Hegel. Feuerbach rappresenta, con Marx,
la cosiddetta sinistra hegeliana.
Mentre il sistema hegeliano muove dalla Ragione e dall'Idea, Feuerbach ne
rovescia i presupposti. Egli sviluppa la Natura, inizia dal mondo
naturale. La sua è una filosofia materialistica. Importante è il reale,
il dato concreto, la conoscenza sensibile mentre il pensiero puro e
astratto è inadeguato ad afferrare la molteplicità del reale.
L'uomo di Fuerbach non è un essere spirituale, ma una realtà
concreta rappresentata dall'unità di corpo e di psiche. Il corpo,
con i suoi processi fisiologici, esercita una grande influenza sulla
psiche. Il corpo determina pensieri, desideri e sentimenti.
"L'uomo, - concluderà Feuerbach -, è ciò che
mangia".
L'uomo inoltre è un essere sociale, esiste in quanto inserito in una
comunità, le sue "idee scaturiscono soltanto dalla comunicazione,
solo dalla conversazione dell'uomo con l'uomo". La morale si basa
sul rapporto tra gli uomini, fondato sulla solidarietà. L'isolamento,
invece, determina infelicità.
Per Feuerbach Dio non esiste. La divinità, secondo il filosofo
tedesco, non è altro che una creazione della psiche umana, una proiezione
del desiderio di potenza dell'uomo.
I
libri di Ludwig Feuerbach