Biografia
Nasce a Stoccarda il 27 agosto 1770, primo di tre figli di Georg
Ludwig Hegel, segretario ducale della camera finanziaria e in seguito
capo della cancelleria, e di Maria Magdalena Fromm, che morirà nel 1784
a seguito di un'epidemia di dissenteria.
Scolaro modello, frequenta un ginnasio a indirizzo umanistico-religioso.
Dopo la maturità, si iscrive nel 1788 alla facoltà di Teologia dell'università
di Tubinga. Entra ben presto in conflitto con l'ambiente eccessivamente
retrivo. Si lega in amicizia a Schelling e a Hölderlin e conduce
letture vaste e disordinate. Nel 1793 conclude il suo ciclo di studi e
accetta un posto di precettore presso l'aristocratico Karl Friedrich von
Steiger, di cui ha modo di apprezzare e utilizzare la vasta biblioteca.
Pubblica i suoi primi scritti.
Inizia ad avvertire un senso di isolamento e di insoddisfazione che
sfoceranno in vere e proprie fasi depressive. Si trasferisce nel gennaio
del 1797 a Francoforte sul Meno presso il ricco commerciante J.N. Gogel.
Con la morte del padre avvenuta nel 1799, Hegel entra in possesso di un
piccolo patrimonio che imprime una svolta alla sua vita.
Protetto da Scehlling diventa nel 1801 libero docente nella prestigiosa
università di Jena, percependo tuttavia magri compensi economici.
Conosce Goethe e Schiller. Se si rivela brillante come scrittore, la sua
oratoria nelle lezioni agli studenti e nelle conversazioni in privato
appare incerta.
Nel 1806 ha una relazione con la sua affittacamere e governante
Christiane Fischer, da cui nasce un figlio illegittimo, Ludwig. Si
trasferisce a Bamberga, dove diventa caporedattore giornalistico del Bamberger
Zeitung, un quotidiano di scarsa importanza. Nel 1908 assume la
carica di rettore dell'Ägidiengymnasium di Norimberga; sposa nel
1811 la ventiduenne Marie von Tucher, di origini aristocratiche, da cui
avrà due figli: Karl e Immanuel. Nell'agosto del 1816 è nominato
professore di filosofia all'università di Heidelberg. Nel 1818 è
docente all'università di Berlino, di cui diventa rettore nel 1829.
Inizia una serie di viaggi attraverso l'Europa. Muore il 14 novembre
1831, a Berlino, vittima di un'epidemia di colera.
Opere
La fenomenologia dello spirito (1807); Scienza della
logica (1812-1816); Enciclopedia delle scienze filosofiche in
compendio (1817); Lineamenti di filosofia del diritto (1821)
Per Hegel principio di ogni cosa è la Ragione o Assoluto, o
Idea.
La Ragione, principio immanente di tutta la realtà, non è un'unità
statica, ma dinamica nel suo divenire.
La Ragione diviene dialetticamente come idea che si pone, si
contrappone e si supera, raggiungendo con la sintesi lo stesso punto di
partenza, ma in una superiore unità armonica.
L'attuarsi della realtà non è altro che l'attuarsi del pensiero: ne
consegue che "la logica coincide con la metafisica".
"Ciò che è razionale è reale; ciò che è reale, è
razionale" significa che la Ragione si attua nella realtà e
che tutto ciò che esiste (il reale) è manifestazione concreta della
Ragione.
Nella concezione ottimista di Hegel tutto ciò che avviene è razionale
ed è bene che accada; il male non esiste.
La dialettica
rappresenta il processo attraverso il quale si attua la Ragione. La
dialettica consta di tre momenti: tesi (affermazione), antitesi
(contrapposizione), sintesi (superamento del contrasto e
unificazione dei due opposti in una armonia superiore).
Ogni sintesi poi è provvisoria, divenendo tesi di un successivo
processo dialettico.
La logica di Hegel è palesemente diversa da quella
di Aristotele. Mentre la logica aristotelica poggia sul principio di non
contraddizione, quella di Hegel prevede la coincidenza degli
opposti.
La Ragione si attua nel suo divenire in Idea (tesi),
Natura (antitesi), Spirito (sintesi).
continua
I
libri di Georg Wilhelm Friedrich Hegel