Karl MARX

Opere:
L'ideologia tedesca (1845-46, ma edita solo nel 1932); Tesi su Feuerbach (1845); Miseria della filosofia (1847); Manifesto del partito comunista (1848); Il Capitale (I° volume 1867; II° 1885, III° 1894)

Il pensiero di Marx è influenzato dalla filosofia di Hegel e di Feuerbach, di cui egli opera un superamento, creando una nuova visione del mondo. Mentre per Hegel la realtà coincide con la Ragione, per Marx, come per Feurbach, la realtà coincide con la materia . Ma mentre Feuerbach, che pure parte da una concezione concreta e materialistica della realtà, non sa indicare il motivo per cui l’uomo si aliena nel fantastico mondo religioso, Marx ne rinviene la causa nei processi economici. Non è la coscienza degli uomini a determinare il loro modo di essere, ma è la loro condizione materiale ed economica a determinare la loro coscienza. Secondo il materialismo storico di Marx, non sono le idee degli uomini, cioè, che mutano il mondo, ma sono i rapporti economici che esistono nella società a determinare il modo di pensare degli uomini. Con l'avvento di Marx, al filosofo non compete più soltanto il compito di capire il mondo, ma, per la prima volta, di tentare di cambiarlo. E se si vuole cambiare il mondo, occorre, secondo il filosofo di Treviri, non limitarsi a modificare le idee delle persone, bensì cambiare radicalmente i rapporti economici e sociali che esistono nella realtà concreta. La struttura economica, per Marx, determina infatti gli elementi spirituali della società, che Marx definisce la sovrastruttura, secondo la quale gli uomini vivono e pensano: religione, filosofia, morale, diritto, arte.

Convinto di questo, Marx si dedica allo studio approfondito dell’economia e nel Capitale compie un’analisi capillare del modello economico capitalista, tipico della società borghese, evidenziando come le ingiustizie sociali derivino inevitabilmente da quel tipo di economia, che rende il lavoratore alienato e permette all’imprenditore di accumulare denaro sfruttando il lavoro degli operai. Il cosiddetto plus valore non è altro, infatti, che la differenza fra l’esiguo salario che il capitalista dà all’operaio in cambio del suo lavoro e il prezzo elevato a cui vende il prodotto del lavoro operaio. Poiché secondo Marx la storia è sempre stata connotata dalla lotta fra le varie classi economico-sociali, anche il capitalismo borghese dovrà essere abbattuto attraverso la lotta da parte del proletariato contro la borghesia. Secondo il socialismo scientifico di Marx e la sua dialettica materialistica, infatti, il capitalismo finirà per produrre condizioni di vita così dure per i lavoratori che essi insorgeranno e prenderanno il potere, realizzando il comunismo, forma di società giusta e pacifica, senza classi e senza proprietà privata, in cui ognuno lavorerà per la comunità e riceverà secondo i propri bisogni. Per favorire l’avvento del comunismo, l’impegno politico di Marx è diretto soprattutto a costituire un movimento internazionale rivoluzionario dei lavoratori, in grado di unire i proletari di tutto il mondo con lo scopo di lottare contro il sistema capitalistico.

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