Il Caffè

Avanza nel Settecento una nuova concezione della cultura, che non è più specialistica, bensì universale, enciclopedica. Emerge un'esigenza di rinnovamento. Si dà largo spazio alle cose nuove, inedite, a settori che non erano mai stati considerati dalla letteratura.

La letteratura diventa strumento di stimolo a risolvere i problemi della realtà quotidiana; strumento di conoscenza e di coscienza, la letteratura è volta all'utile e non al diletto (come in Tasso).
Utile umano, sociale e politico. Non si accettano modelli, schemi predefiniti, lo stile come avulso dal contenuto.

L'Illuminismo ha le sue radici nella cultura francese e inglese. L'Illuminismo è un movimento di intellettuali che si appoggiano alla borghesia. C'è un'apertura alle esperienze culturali straniere. Ci si sente europei. Cosmopolitismo: si pone fine alle barriere culturali.

Di questo mutato ambiente culturale è espressione importante Il Caffè, un periodico fondato a Milano, che ha per redattori i fratelli Pietro e Alessandro Verri e quel Cesare Beccaria, autore del celebre trattato Dei delitti e delle pene (1764), ammirato anche da Voltaire.

Il modello de Il Caffè è il giornale inglese The Spectator.
Una delle migliori espressioni dell'Illuminismo lombardo e precursore del miglior giornalismo contemporaneo, Il Caffè, che uscirà per soli due anni (1774-1776), promuove un rinnovamento della cultura non solo in campo letterario, ma anche riguardo all'economia, alla filosofia e al diritto.
Nel campo linguistico, Il Caffè si batte contro il purismo degli accademici della Crusca.

(v.s.)

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Pagina aggiornata il 19.01.05
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