Antonio FOGAZZARO

La vita

Nasce a Vicenza il 25 marzo 1842. Compie gli studi ginnasiali sotto la guida dello zio paterno. Dopo la maturità, si laurea in legge a Torino nel 1864. Gli anni torinesi sono anni di divertimenti; l'inclinazione di Fogazzaro a esercitare la professione di avvocato  non è ben salda, la sua vocazione autentica è la letteratura.
Si trasferisce a Milano, dove subisce gli stimoli della Scapigliatura. Nel 1866 si sposa con Margherita dei conti di Valmarana. Nel 1869 nasce Gina, la sua prima figlia.
Dopo aver pubblicato dei versi, nel 1881 dà alle stampe il suo primo romanzo: Malombra. Fa la conoscenza di Giuseppe Giacosa e nel 1883 ha inizio la sua relazione con Elana, la donna che sarà così importante per il suo sviluppo spirituale e sentimentale. Nel 1885 esce Daniele Cortis, nel 1888 Il mistero del poeta. Nel frattempo scrive anche dei saggi. Nel 1895 pubblica Piccolo mondo antico, "romanzo di memorie e affetti familiari", considerato il suo capolavoro. Purtroppo, durante lo stesso anno, perde precocemente l'adorato figlio Mariano. Viene nominato senatore del Regno nel 1896. Intanto frequenta con sempre maggiore assiduità gli ambienti religiosi ed ecclesiastici. Pubblica  altri due romanzi: Piccolo mondo moderno (1901) e Il Santo (1905). Quest'ultimo, considerato troppo moderno, viene proibito dalla Chiesa. Fogazzaro accetta l'ostracismo delle gerarchie cattoliche e cerca di rimediarvi con un'ulteriore opera, Leila (1910), ma sfortunatamente anche questo romanzo viene messo all'Indice.
Muore il 7 marzo 1911.

Opere

Malombra (1881); Daniele Cortis (1885); Il mistero del poeta (1888); Piccolo mondo antico (1895); Piccolo mondo moderno (1901); Il Santo (1905); Leila (1910)

Malombra
Esce nel 1881, lo stesso anno della pubblicazione de I Malavoglia di Verga
La protagonista è Marina che, orfana dei genitori, trova ospitalità presso lo zio, Cesare d'Ormengo. La giovane trova un manoscritto della nonna Cecilia Varrega, morta pazza perchè segregata per anni dal marito geloso. Marina è sconvolta da questa lettura. Di lei si innamora Corrado Silla, uno scrittore privo di successo, solitario e incapace di comunicare con i propri simili.. Corrado viene travolto dalla follia di Marina e muore ucciso da un colpo di pistola.
Al nucleo narrativo principale, si intersecano altre storie: quella, per esempio, del segretario tedesco Steinegge, che ritrova la figlia Edith, la quale rinuncia a una propria vita per assistere il padre umiliato e quella di don Innocenzo, un sacerdote di campagna che vive in serenità e semplicità la propria fede religiosa.
In Malombra vi sono degli squilibri narrativi, ma rimane uno dei romanzi migliori di Fogazzaro, complesso e moderno nel medesimo tempo.
Marina, di un "candore dorato", è una figura femminile di fascino, anche erotico, conturbante, mentre Corrado Silla, che lavora a un'originale saggio sull'ipocrisia,  è il prototipo dell'intellettuale emarginato, vittima dell'incertezza e dell'inquietudine del suo temperamento e del suo secolo, uomo senza qualità inetto al vivere.

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Daniele Cortis
Daniele è un uomo forte e sensibile. Trentenne colto e preparato, - è un eccellente economista -, Daniele è un conservatore il cui posto nella vita è "avanti, molto avanti". Tuttavia le sue ambiziose idee di rifondazione della vita politica della nazione falliscono. 
Di lui si innamora Elena, già sposata con il barone Carmine di Santa Giulia, uomo mediocre, giocatore incallito e pieno di debiti. Combattuta da un lacerante conflitto interiore, Elena non intende tradire il marito ("fedele a se stessa, non a lui") e rinuncia all' amore per Daniele.
Nel frattempo, Daniele scopre che sua madre ha tradito l'onesto e retto padre proprio con il barone di Santa Giulia. La trama assume un carattere geometrico, ad incastri. Elena e Daniele rinunciano all'amore reciproco per farsi carico di colpe non proprie; l'una segue il marito in Oriente, l'altro si prende cura della madre.
Due, quindi, i motivi principali del romanzo: politico e sentimentale. Elena incarna la fedeltà coniugale, mentre è sconvolta dalla scoperta che la vita è una commedia piena di falsità.

Il mistero del poeta
È il romanzo più breve di Fogazzaro. 
Un poeta lascia un libro con la testimonianza di un'avventura sentimentale diversa dai consueti amorazzi volgari. Narra della bionda e alta Violet Yves, una donna fredda perchè delusa da un amore finito. Violet legge un libro del poeta e ritrova la propria sensibilità. Il poeta si propone di amarla, nonostante lei sia già legata in un rapporto più che altro di stima con un uomo, il mite professor Topler. 
Il professore si fa da parte,  Violet e il poeta possono sposarsi, quando riappare il vecchio amante di lei. Incombe la tragedia. Nell'emozione di rivederlo, la donna muore, fra le braccia del poeta.
Il romanzo costituisce una tipica espressione del decadentismo.

Piccolo mondo antico
La vicenda è ambientata sul lago di Lugano. Franco e Luisa si sposano contro il volere della marchesa Maironi, la nonna di lui. I due giovani conducono un'esistenza di ristrettezze economiche; hanno una bimba, Maria. La nonna perseguita Franco e proprio quando Luisa decide di affrontare la  vecchia, una disgrazia glielo impedisce: nelle acque del lago annega la figlioletta Maria. Luisa si rinchiude nel dolore, mentre Franco trova conforto nella fede. I due sposi per tre anni si separano, ma poi finiscono per riconciliarsi.
Il motivo principale del romanzo è il confronto di due anime: Franco è colto, ma inetto a vivere, come Corrado di Malombra. Alla fine, però, si redime, superando l'intellettualismo velleitario che lo contraddistingue. Si confronta con la realtà, prima come umile traduttore, poi come soldato. Sorretto dalla fede riesce sa riscattarsi.
Luisa è attiva, autonoma, combattiva, animata da un forte senso di giustizia. È tuttavia priva di fede, anzi crede nell'esistenza di un "Dio cattivo". Proprio a causa della mancanza di fede, dopo i lutti che la colpiscono, Luisa si dà allo spiritismo, medita addirittura il suicidio.
Piccolo mondo antico ha l'ambizione di costituire uno spaccato della totalità dell'esistenza. Accanto ai due protagonisti, c'è una coralità di personaggi: la nonna, lo zio Piero. C'è il tema risorgimentale e c'è soprattutto la celebrazione del piccolo mondo della provincia, con le proprie ritualità, i ritmi, le abitudini, indifferente ai grandi avvenimenti storici.

Piccolo mondo moderno
Il protagonista è Piero Maironi, figlio di Franco e Luisa. Rimasto orfano, Piero, alla morte della bisnonna, ne eredita il patrimonio. Sposa Elisa, ma il matrimonio si rivela infelice. Elisa è affetta da una malattia mentale che la porterà in manicomio. 
Piero è combattuto fra un'aspirazione ascetico-religiosa e l'amore terreno per Jeanne Dessalle. Intanto viene eletto sindaco, si impegna con alacrità nella vita pubblica, ricavandone tuttavia soltanto delusioni.
Piero appare "malcontento di sè, della vita inerte che conduceva, roso da inquietudini strane".
Il romanzo sembra suggerire la nostalgia per il vecchio mondo, apparendo il nuovo costituito da intrallazzi, basse ambizioni arriviste, intrighi, corruzione. Piccolo mondo moderno anticipa e prepara motivi e scrittura de Il Santo. Si intravedono anticipazioni delle tematiche care al romanzo cattolico del Novecento (vedi Mauriac).

Il Santo
Piero Maironi si è rifugiato a Subiaco, presso una comunità di frati. Egli si propone "una riforma della Chiesa". Ritiratosi poi in solitudine in un paese di montagna, Piero acquista con le sue opere la fama di santo. Attorno a lui si accende presto una fede fanatica e la sua santità è comunque assediata, nel romanzo,  dal mondo e dalla mondanità: nobildonne e descrizioni di rutilanti città straniere. C'è soprattutto la seduzione molto umana e terrena di Jeanne Dessalle.
Il Santo è dunque un romanzo di discussione religiosa, ma immerso nella fragilità umanissima del suo protagonista, attraversato da inquietudini e desideri che appartengono al mondo terreno.

Leila
Massimo Alberti è il discepolo del Santo. Colto, ha compiuto solidi studi di medicina, tuttavia non esercita la professione. Intende rinnovare il cattolicesimo. Pur professando un distacco religioso dalle faccende del mondo, Massimo subisce il fascino femminile di Lelia (o Leila appunto)
L'ultimo romanzo di Fogazzaro sembra una ricapitolazione dei motivi più importanti della narrativa dello scrittore vicentino. In primo piano sempre le tematiche religiosa e sentimentale.

Temi
Proviamo a riassumere i temi della narrativa di Fogazzaro.
C'è un'oscillazione fra la tranquillità della vita familiare e le esperienze tormentate. Alla vita ideale  condotta nella quiete giornate della villa, fa da contrappunto un mondo corroso dalla malattia, dominato dal dubbio e dall'inquietudine. Sono le incertezze e le inquietudini della modernità che sembrano preoccupare Fogazzaro, il quale dipinge i valori del piccolo mondo di provincia, quale rifugio e fuga da quei turbamenti. 
Così sintetizza Giorgio De Rienzo:

"I personaggi di Fogazzaro quando sono usciti dal travaglio spirituale del loro tormento interiore si rifugiano in una vita di abitudini, tutta raccolta in itinerari circoscritti, dove ogni gesto acquista un suo ritmo preciso, diviene quasi un rito celebrato con piena convinzione dall'uomo. È il modo più sicuro di salvarsi dall'abisso dell'inquietudine, è il modo esclusivo di trovare (prima della crisi novecentesca) dei valori nobili e immutabili, attraverso la memoria."

Fogazzaro finisce col ritrarre così la villa e la mondanità, l'aristocrazia e l'alta borghesia, mantenendo però sempre vigile lo spirito critico verso questo mondo.
La religiosità espressa dai suoi personaggi è sempre una religiosità problematica, sofferta, colma di ansia.
C'è nella sua produzione, orientata al romanzo psicologico, un'indagine attenta dei motivi profondi delle azioni degli uomini, un'indagine del subconscio e della malattia molto moderne. Necessario gli appare l'esame profondo di se stessi e dell'ambiente umano circostante, consapevole allo stesso tempo che "le sorgenti dell'ispirazione artistica sfuggono alla coscienza stessa dell'artista".
Il tono della scrittura è spesso malinconico, elegiaco. Si impongono la memoria, il ricordo, le occasioni perdute.

Bibliografia

De Rienzo G. Invito alla lettura di Fogazzaro. Mursia


Pagina aggiornata il 13.04.03
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