Si tratta dell'edizione ampliata e riveduta del
precedente volume di Calamandrei sull'assistenza
infermieristica.
Il nuovo testo, che consta di 287 pagine, si
struttura in sei capitoli, che prendono in esame la
storia dell'assistenza infermieristica, il concetto
di salute, le teorie del nursing, gli aspetti
professionali dell'attività infermieristica, gli
aspetti etici, la metodologia di lavoro.
L'autore ha un occhio particolare per le realtà di
Inghilterra e Stati Uniti, dove la professione
infermieristica ha raggiunto un grado di avanzamento
superiore al nostro.
Storia.Una forma di assistenza
infermieristica non formalizzata è probabilmente
sempre esistita ed è stata prestata principalmente
dalle donne.
Con i valetudinaria romani abbiamo la prima
forma rudimentale conosciuta di assistenza
organizzata.
E', tuttavia, grazie all'avvento del cristianesimo,
con la sua filosofia caritatevole verso bisognosi e
infermi, che sorgono i primi ospedali. Inizialmente
non si occuperanno di assistere i malati, ma per
molto tempo accoglieranno un'intera umanità
derelitta: orfani, vagabondi, senzatetto, alienati
ecc.
Va inoltre sottolineato come, nei confronti degli
infermi, prevalga sull'aspetto curativo, quello
caritatevole.
Il primo ospedale, che si occupa soltanto di ammalati
viene istituito nel 390.
Nel Medioevo protagonisti assoluti dell'assistenza
sono gli ordini monastici e religiosi e ciò continua
per molti secoli, anche quando, dal 1500 in poi, il
grande progresso scientifico cambia il volto della
medicina.
Anzi, proprio alcuni religiosi si distinguono per
dedizione e modernità delle concezioni in campo
assistenziale. Fra questi spicca la figura di Camillo
de Lellis (1550-1614), fondatore dell'Ordine dei
Ministri degli Infermi. Lo storico della medicina
Giorgio Cosmacini definisce, ancora ai giorni nostri,
De Lellis come la figura dell'infermiere ideale,
protagonista dell'utopia ospedaliera del Seicento.
La rivoluzione scientifica e quella industriale
determinano ulteriori modificazioni
nell'organizzazione degli ospedali. Servono
infermieri più preparati per svolgere un'attività
che si è fatta più complessa. La nuova temperie
culturale favorisce l'apparire sulla scena di quella
che è forse il prototipo dell'infermiera: Florence
Nightingale (1820-1910). Di origini altoborghesi, la
"signora della lampada" si distingue nei
soccorsi ai militari feriti nella guerra di Crimea e
si rivela ben presto un genio pratico, organizzativo,
teorico e didattico. Con la Nightingale l'assistenza
infermieristica virerà in modo irreversibile verso
la scientificizzazione e l'efficienza.
Nel frattempo, Henry Dunant (1828-1910) fonderà la
Croce Rossa, un corpo di infermieri volontari che
intervengono in caso di guerra o calamità naturali e
che in tempo di pace si dedicano all'istruzione del
personale sanitario e al trasporto degli infermi.
All'inizio del Novecento la condizione degli
ospedali italiani è terrificante. Una visitatrice
americana parlerà di totale assenza di una vera
e propria assistenza infermieristica.
Ben presto subentrano anche da noi rapidi
cambiamenti. I progressi compiuti sotto l'aspetto
diagnostico e terapeutico portano l'assistenza
infermieristica a cercare di adeguarsi al nuovo clima
scientifico e tecnologico. Nascono le prime scuole
che cercano di reclutare le allieve infermiere fra le
signorine istruite della classe media.
La "rivoluzione infermieristica" italiana sarà patrocinata da Anna Celli, Amy Turton,
Grace Baxter, Dorothy Snell; tanti nomi inglesi a
testimonianza di quanto la svolta italiana debba
all'esempio, alle idee e ai metodi della Nightingale.
Con l'avvento del fascismo, lo Stato regolamenta la
formazione infermieristica a livello nazionale. Nel
1925 vengono istituite le scuole-convitto per
infermiere. Nasce la figura dell'assistente
sanitaria. Nel 1940 fa la sua comparsa l'infermiere
generico.
Filo conduttore dei cambiamenti che avvengono in
Italia è purtroppo, a differenza di quanto accade in
altri paesi più civili, l'assoluta subordinazione
dell'infermiera al medico. Ciò determinerà guasti e
ritardi che durano tuttora.
Nel 1954 nascono i collegi delle infermiere
professionali e delle vigilatrici d'infanzia
(IPASVI).
E' del 1947 il primo contratto nazionale di lavoro
per i dipendenti ospedalieri, che pone fine alle
macroscopiche disparità di trattamento economico
sul territorio nazionale.
Nel 1971 viene concesso anche agli uomini l'accesso
al diploma di infermiere professionale, la durata del
cui corso viene portata nel 1973 a tre anni.
Mentre cambia l'organizzazione ospedaliera, mutano
pure le mansioni dell'infermiere che deve ora
occuparsi non solo dell'assistenza diretta al
paziente in ospedale, ma di educazione sanitaria,
degli aspetti relazionali, del lavoro di equipe e di
ricerca.
Un'ulteriore svolta si ha nel 1978 con la legge 833,
la cosiddetta "riforma sanitaria". Viene
istituito il Sistema Sanitario Nazionale che dovrebbe
introdurre criteri di assoluta equità nella cura dei
malati.
Nel 1979 gli infermieri cessano finalmente, per
legge, di essere considerati "personale
sanitario ausiliario".
Nel 1991 si aprono le porte dell'Università con
l'istituzione del diploma universitario in scienze
infermieristiche.
Teorie del nursing. Un'efficace pratica
assistenziale è bene che si sviluppi su solide basi
teoriche. Calamandrei ha il merito di riassumere
alcune fra le più significative teorie
dell'assistenza infermieristica, raggruppandole,
inoltre, secondo i concetti che le accomunano, onde
facilitare l'apprendimento del lettore. Avremo così:
- modelli incentrati sui bisogni della persona:
Virginia Henderson, Dorothea Orem e altri
- modelli incentrati sull'interazione:
Hildegarde Peplau, Imogene M. King e altri;
- modelli incentrati sui risultati: Callista
Roy, Martha E. Rogers, Rosemarie Rizzo Parse
e altri.
Metodologia. La pratica infermieristica,
quando è basata su un approccio scientifico ed è
metodologicamente corretta, adotta il procedimento
del problem solving, che consta
essenzialmente di quattro fasi: l'accertamento, o
individuazione del problema; la pianificazione;
l'attuazione del piano; la valutazione.
Negli ultimi anni la letteratura scientifica
accredita l'infermiere di alcuni strumenti che
rendono più efficace tale procedimento: per esempio
la standardizzazione dei dati raccolti dal paziente
attraverso questionari prestampati, la formulazione
delle diagnosi infermieristiche e dei problemi
collaborativi (secondo le definizioni della NANDA), i
protocolli, le procedure, la cartella
infermieristica, i piani guida e i piani
personalizzati.
Un volume, quello di Calamandrei, che facendo con autorevolezza il punto della situazione sui nodi
più importanti inerenti la professione di
infermiere, costituisce un utile strumento di
riflessione e di cambiamento.
ordina