Il papato di Giovanni Paolo II
presenta sì notevoli luci, ma anche moltissime ombre. Analizziamone le
principali.
E' assolutamente vero che il papa ormai defunto non aveva alcuna
ambizione politica; la sua volontà era del tutto pastorale. Ma resta un
fatto incontestabile che verrà ricordato soprattutto per l'opera
politica. La sua azione contro i governi dell'Est Europa e un indubbio
ruolo, anche se probabilmente sopravvalutato, nella caduta del muro di
Berlino difficilmente può essere ascritta a un'attività esclusivamente
pastorale. Anche perché, a differenza di Giovanni XXIII e di Paolo VI,
i due papi che di fatto lo hanno preceduto, la sua capacità di riforma
all'interno della Chiesa è stata veramente minima. I primi due papi
hanno fatto un enorme sforzo per adattare la Chiesa ai problemi e alle
novità del mondo moderno, Wojtyla ha spesso fatto esattamente il
contrario: ha rifiutato tout court le sfide del mondo attuale.
Anche su alcuni indubbi meriti mi sembra che non manchino i problemi.
Sull'Africa, ad esempio, era l'unico ancora a battersi per questo
continente, l'unico a uscire dalla logica tutta capitalista e
globalizzante che chi è povero ha come unica alternativa di cercare di
diventare ricco esclusivamente con le proprie forze. Ma se questa
posizione della Santa Sede è stata chiara e limpida, è indubbio che
non accettare i contraccettivi e la limitazione delle nascite in un
continente che rischia di scomparire a causa dell'Aids e le altre
malattie infettive può trasformare tutta l'opera a favore dell'Africa
in qualcosa di negativo. Certamente il papa non avrebbe potuto venire a
patti con i suoi principi, ma la tragedia dell'Africa non si risolve con
ricette tradizionali, non si risolve con un generico appello alla castità.
Un ultimo punto che a mio avviso va trattato è il completo
fallimento di questo papa sul piano della spiritualità, che forse era
ciò che a lui interessava di più. Ha sicuramente vinto sul piano dello
star system e quando ha potuto verificare in occasione del Giubileo il
tasso di popolarità personale ha avuto una risposta confortante.
Milioni di giovani sono andati a Roma da tutto il mondo (per non parlare
di quanti ne sono andati nel momento in cui era in procinto di morire) e
hanno partecipato alle grandi manifestazioni di massa. Questo capo
spirituale del cattolicesimo era sempre tenuto in grande considerazione
da governi o da gruppi organizzati. Ma se si guarda ai risultati
concreti, dal suo punto di vista sono sconfortanti. Fra i milioni di
giovani che sono andati a Roma di fatto nessuno ha pensato di prendere i
voti e oggi la crisi di vocazioni nella Chiesa Occidentale è
semplicemente drammatica. Nei paesi dell'est liberati dal comunismo è
arrivato un consumismo ancora più ateo, ancora più miscredente dei
regimi che detenevano il potere: del vecchio papa che tanto aveva fatto
ben pochi si ricordano e sopratutto ben pochi si ricordano di andare a
messa. E questa non può che essere definita una sconfitta bruciante.