Papa Wojtyla, un uomo sconfitto (di Nicholas Tagliapietra)

Il papato di Giovanni Paolo II presenta sì notevoli luci, ma anche moltissime ombre. Analizziamone le principali.

E' assolutamente vero che il papa ormai defunto non aveva alcuna ambizione politica; la sua volontà era del tutto pastorale. Ma resta un fatto incontestabile che verrà ricordato soprattutto per l'opera politica. La sua azione contro i governi dell'Est Europa e un indubbio ruolo, anche se probabilmente sopravvalutato, nella caduta del muro di Berlino difficilmente può essere ascritta a un'attività esclusivamente pastorale. Anche perché, a differenza di Giovanni XXIII e di Paolo VI, i due papi che di fatto lo hanno preceduto, la sua capacità di riforma all'interno della Chiesa è stata veramente minima. I primi due papi hanno fatto un enorme sforzo per adattare la Chiesa ai problemi e alle novità del mondo moderno, Wojtyla ha spesso fatto esattamente il contrario: ha rifiutato tout court le sfide del mondo attuale.

Anche su alcuni indubbi meriti mi sembra che non manchino i problemi. Sull'Africa, ad esempio, era l'unico ancora a battersi per questo continente, l'unico a uscire dalla logica tutta capitalista e globalizzante che chi è povero ha come unica alternativa di cercare di diventare ricco esclusivamente con le proprie forze. Ma se questa posizione della Santa Sede è stata chiara e limpida, è indubbio che non accettare i contraccettivi e la limitazione delle nascite in un continente che rischia di scomparire a causa dell'Aids e le altre malattie infettive può trasformare tutta l'opera a favore dell'Africa in qualcosa di negativo. Certamente il papa non avrebbe potuto venire a patti con i suoi principi, ma la tragedia dell'Africa non si risolve con ricette tradizionali, non si risolve con un generico appello alla castità.

Un ultimo punto che a mio avviso va trattato è il completo fallimento di questo papa sul piano della spiritualità, che forse era ciò che a lui interessava di più. Ha sicuramente vinto sul piano dello star system e quando ha potuto verificare in occasione del Giubileo il tasso di popolarità personale ha avuto una risposta confortante. Milioni di giovani sono andati a Roma da tutto il mondo (per non parlare di quanti ne sono andati nel momento in cui era in procinto di morire) e hanno partecipato alle grandi manifestazioni di massa. Questo capo spirituale del cattolicesimo era sempre tenuto in grande considerazione da governi o da gruppi organizzati. Ma se si guarda ai risultati concreti, dal suo punto di vista sono sconfortanti. Fra i milioni di giovani che sono andati a Roma di fatto nessuno ha pensato di prendere i voti e oggi la crisi di vocazioni nella Chiesa Occidentale è semplicemente drammatica. Nei paesi dell'est liberati dal comunismo è arrivato un consumismo ancora più ateo, ancora più miscredente dei regimi che detenevano il potere: del vecchio papa che tanto aveva fatto ben pochi si ricordano e sopratutto ben pochi si ricordano di andare a messa. E questa non può che essere definita una sconfitta bruciante. 

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