Elio VITTORINI

La vita
Nasce a Siracusa il 23 luglio 1908. Interrompe gli studi tecnici; ha una giovinezza ricca di esperienze, - fra l'altro fa il contabile e il vigilante in una ditta di costruzioni -, che si differenziano da quelle tipiche del letterato italiano. In seguito, nel 1927, viene in contatto col gruppo di Solaria ed è su Solaria che appare la pubblicazione a puntate de Il garofano rosso, interrotta dalla censura. Sposa la sorella del poeta Quasimodo, dalla quale ha un figlio, Giusto. Nel 1939 esce il suo libro più importante: Conversazione in Sicilia. Nel frattempo si dedica alla traduzione dei narratori americani. Partecipa alla Resistenza e si iscrive, nel 1945, al PCI, come "comunista non marxista". Sempre nel 1945 pubblica Uomini e no. Nel 1947 fonda Il Politecnico, nel 1951 abbandona il PCI. Nel 1960 inizia il Menabò (diretto da Italo Calvino). Nel 1961 gli muore il figlio. Vittorini muore a Milano nel 1966.

Le opere
Piccola borghesia (1931); Il garofano rosso (1933-34); Nei Morlacchi - Viaggio in Sardegna (ovvero: Sardegna come un'infanzia) (1936); Conversazione in Sicilia (1938-39); Americana (antologia, 1942); Uomini e no (1945); Il Sempione strizza l'occhio al Frejus (1947); Le donne di Messina (1949); Erica e i suoi fratelli - La garibaldina (1956); Diario in pubblico (saggistica, 1957); Le due tensioni (saggistica, 1967); Le città del mondo (postumo, 1969); Nome e lagrime (postumo, 1972)

Piccola Borghesia
Si tratta di una raccolta di racconti. L'opera gli è ispirata da ragioni letterarie. Si avverte la capacità di tratteggiare i personaggi con tocchi agili. Le caratteristiche essenziali dell'opera sono l'approfondimento della psicologia dei personaggi e il tema dell'amore. I racconti mostrano trame dove "non succede niente". Conta l'interiorità dei personaggi. Si avverte l'influenza di Svevo, mentre manca la problematica politica. Le donne sono caratterizzate tutte dall'amore.
Opera originale, innovativa, aperta alle suggestioni dell'arte europea più avanzata

Il garofano rosso
Romanzo faticoso e forzato dal punto di vista dell'elaborazione per ammissione di  Vittorini stesso. Protagonista è Alessio Mainardi, che matura negli anno del fascismo. Ama di un sentimento platonico Giovanna, una sua compagna di liceo. Un garofano rosso diviene il simbolo del loro amore. 
L'iniziazione sensuale di alessio avviene con Zobeida, una strana prostituta. Sullo sfondo delle vicende personali, gli avvenimenti della storia italiana del tempo.  
Ambientato nei primi anni del fascismo, Vittorini ci descrive le reazioni che suscitò il fascismo presso i giovani, il fascino che esercitò sulle giovani generazioni. Protagonista è un borghese, figlio di proprietari. Oltre a vivere l'esperienza politica, il giovane vive l'esperienza dell'amore. Si profila una difficile scelta fra l'amore puro (Giovanna) e l'amore sensuale (Zobeida).

Viaggio in Sardegna
Trascrizione di impressioni immediate su uomini e paesaggi. Grande forza lirica, capacità di cogliere poeticamente il dato di realtà. Prova di giornalismo raffinato.

Nei Morlacchi
La prosa assume sempre più il carattere di prosa lirica. Capacità di trasfigurazione poetica. Stile surreale, ermetico, frammentario. Esercizio stilistico da apparentare alle prose della Ronda.

Conversazione in Sicilia
Vittorini diceva che non esistevano i libri, ma il libro. In una sola opera si può mettere la sostanza.
Conversazione in Sicilia è "il libro" di Vittorini. Tutte le altre sue opere fanno da corona a questo libro. In Conversazione il fascismo non viene accettato passivamente. Si pone, da subito, per il protagonista, il problema di cercare la chiarezza. Ricerca dell'uomo, tentativo di recuperare l'uomo, il genere umano. Vi è nel libro la necessità di usare l'allegoria. Le allusioni sono comunque evidentissime, tanto che il libro venne sequestrato. Il romanzo mette in evidenza, inoltre, i problemi del Meridione, della Sicilia, dove la questione di fondo è la sopravvivenza. 
Nella seconda parte si cercano i mezzi per operare. Il vino risulta l'ultima risorsa che è lasciata a chi non può essere uomo diversamente.
Conversazione nasce dall'acquisita coscienza che il fascismo controlla la società nazionale e si espande a livello internazionale, ma anche dalla speranza che in qualche modo fosse possibile combatterlo come stava avvenendo in Spagna. Il presente, dominato dal fascismo, è tristezza e dolore, violenza e rassegnazione alla violenza; è impossibilità di vivere, di parlare, di studiare, di scrivere, di ribellarsi.
Vittorini scelse degli interlocutori apparentemente immaginari o comunque di scarso rilievo storico, coi quali fosse possibile una libera conversazione da cui scaturissero indirettamente delle dichiarazioni di antifascismo e scelse anche un terreno libero, favoloso, adatto all'improvvisazione, che rendesse possibile quegli strani discorsi, del tutto inammissibili nella società fascista.
Quindi egli si rivolse a se stesso, alla ricerca dei propri ricordi infantili, seppelliti nella memoria; ecco perché il viaggio si svolge in Sicilia, la terra dell'infanzia, il mondo del passato, della certezza e della speranza.
Ma Conversazione non è un libro di memorie, perché Vittorini, assumendo il nome del protagonista Silvestro, non racconta fatti di sé bambino, ma racconta di un viaggio che l'adulto compie nel mondo dell'infanzia: quindi si ha un personaggio carico di presente (l'adulto Silvestro), che viaggiando ricorda. Perciò presente e passato si fondono e Conversazione nasce dalla memoria e dalla fantasia insieme.
E, siccome Silvestro ha i suoi problemi di adulto, di intellettuale, povero che vive sotto il fascismo, ecco che la problematica politica e sociale compare nel libro come dominante.
Secondo Vittorini-Silvestro, il mondo potrebbe essere abitato felicemente dagli uomini; tuttavia esso è "offeso", perché nella società umana coloro che detengono il potere esercitano una violenza continua sui più deboli. Il contrasto non è dunque fra natura buona e storia, società umana cattive, ma è fra deboli e potenti, fra offesi e violenti.
La filosofia di Vittorini considera politici i problemi storico-sociali; tuttavia, quasi privo di studi marxisti, non riesce ad approfondire la dialettica sociale nei suoi termini reali di scontro fra le classi e identifica gli "offesi" con i poveri o con quei pochi intellettuali che hanno coscienza della violenza che governa il mondo.
Si può suddividere il romanzo in cinque parti: 

  1. Vengono affrontatati  i temi dell'angoscia personale, della povertà e dei nuovi doveri da compiere.
  2. Ricchissima di ricordi infantili, può forse rappresentare la certezza e la felicità della vita libera.
  3. Scoperta della malattia e della morte.
  4. Discussione politica sui rimedi da usare per combattere l'offesa.
  5. Dovere dello scrittore di rivelare la verità sulla storia e sulla sofferenza degli offesi.

I furori esprimono la rabbia in corpo all'autore per le ingiustizie del mondo che sembrano irrimediabili; sono furori astratti perché non si legano a un piano d'azione concreto; non eroici, perché non ispirano gesti di rivolta, ma arrecano invece abbattimento e prostrazione.
Altro tema importante è quello dell'America, che rappresenta il mito del paese felice; esso sta in fondo alla fantasia di ogni siciliano povero, un lume di speranza in una vita disperata; un barlume di speranza che permette ai braccianti di non perdersi, di non passare dalla parte di quelli, che per procurarsi il cibo offendono il mondo.
Conversazione rappresenta un'esaltazione delle qualità positive dell'uomo.
L'opposizione al fascismo negli anni Trenta sono deboli, disarmate, con poche possibilità di vittoria: Silvestro ha un temperino, Ezechiele un punteruolo, Porfirio mezzo paio di forbici. Il rimedio proposto da Porfirio è L'"acqua viva", cioè una teoria capace di spiegare agli uomini gli avvenimenti storici e di progettare un mondo nuovo e migliore. Il vino è un simbolo negativo, cioè rappresenta l'illusione nella quale gli oppressi talora si cullano, finendo col dimenticare la loro condizione di miseria. Il vino dà una beatitudine apparente, addormenta ed ubriaca. Esso è tutto ciò che distoglie l'uomo dalla lotta. Il vino è dolce, consola gli uomini delle loro disgrazie: la consolazione è la peggior nemica degli uomini, perché li rende inermi, vale a dire senz'armi.

Uomini e no
La storia è ambientata a Milano nel 1944. Il libro distingue tra uomini e non uomini. C'è nel romanzo la denuncia del fascismo e il riconoscimento del valore morale della Resistenza, ma non c'è solo il messaggio politico Accanto al  tema della Resistenza, il tema dell'amore, un amore che condiziona le scelte politiche. 
Sullo sfondo delle violenze si staglia un dramma privato, quello di Enne 2, un comandante partigiano che vive un'impossibile storia d'amore con una donna sposata, Berta.
Enne 2 nasconde nelle pieghe dell'animo un abbandono nichilistico alla disperazione, che spiega l'irrazionalità di certe sue azioni di combattimento.
Intellettuale borghese, Enne 2 non è soltanto un militante comunista, ma il portatore di una problematica esistenziale individualistica e decadente. 
Il linguaggio impiegato da Vittorini è realistico e nello stesso tempo metaforico, carico di simboli e risente della lezione degli americani, Hemingway e Faulkner. Difficile collocare questo romanzo nell'ambito del neorealismo.

Il Sempione strizza l'occhio al Frejus
Tentativo di mostrare l'ingiustizia sociale, la miseria economica, "il dolore del modo offeso"
Per mantenere il nonno, figura patriarcale, i numerosi componenti di una famiglia devono patire la fame, finche arriva ospite nella casa Muso-di-fumo, un operaio addetto all'asfaltatura delle strade. I due si parlano; tra il vecchio e l'operaio c'è, nei comportamenti e nel modo di intendere la vita, un abisso, così come sono lontani fra loro i passi del Sempione e del Frejus. Il vecchio muta; come un elefante avverte che la sua fine è vicina. Si allontana da casa per non farne più ritorno. 
Nel romanzo la realtà si mischia alla metafisica.

Il Politecnico
Rivista fondata da Vittorini, uscì nel settembre del 1945. Il Politecnico apre molte questioni. Per Vittorini la cultura precedente è consolatoria. Egli auspica, invece, una cultura che aiuti gli uomini a risolvere i problemi. Durante il periodo in cui Vittorini collaborò al Politecnico, ci fu il celebre scontro fra lo scrittore e la dirigenza del PCI. Vittorini affermò di non voler suonare il piffero della rivoluzione.

Antologia americana
Costituisce un importante tentativo di sprovincializzare la cultura italiana.

Bibliografia
Briosi, S. Invito alla lettura di Vittorini. Milano, Mursia, 1978

I libri di Elio Vittorini

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Elio Vittorini, Le opere narrative (vol.1), Mondadori, 1974, pagine 1320, Euro 49,00      ordina

 

 


Elio Vittorini, Le opere narrative (vol.1), Mondadori, 1974, pagine 1023, Euro 49,00      ordina

Approfondimenti:
Francesco De Nicola, Introduzione a Vittorini, Laterza, 1993, Euro 9,30        ordina


Pagina aggiornata il 30.10.03
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