"Lo scrittore vero non è al di qua - ma non è
neanche al di là - della parola, e per essere al
centro della parola deve essere nel cuore della
realtà e della vita, benché magari ne sia appartato".
Saggista e critico di chiara fama, Vigorelli ci
tratteggia, in questo libro, le personalità
artistiche di ventuno letterati italiani fra i più
eminenti: Croce, Borgese (di cui si magnifica il
troppo presto dimenticato Rubè), Cecchi,
Cajumi, Debenedetti (sempre frustrato nelle sue
ambizioni di carriera universitaria, nonostante la
straordinaria modernità e l'eccezionale competenza),
Bo, Contini (che esce un po' ridimensionato dal
ritratto che ne fa Vigorelli), Montale, Sereni (bisogna
pure ricordare con quanta dedizione professionale,
anche mangiando merda, Sereni lavorò alla Pirelli,
alla Mondadori, non appena per portare a casa uno
stipendio ma per fare un buon lavoro, faticando per
un buon decoro. Il rigore (pure nella tenerezza)
della sua poesia, aveva saputo trasferirlo in ogni
campo, e non fu mai un soldato lavativo né docente o
impiegato o dirigente inadempiente), Zavattini,
Gadda (memorabile la descrizione dell'incontro
dell'autore con la mamma dell'Ingegnere, fonte di
tante sue nevrosi), Brancati (viene raccomandata la
lettura di Paolo il caldo), Piovene (Le
stelle fredde non sono soltanto il suo
capolavoro, ma uno dei romanzi più diagnostici
del nostro tempo), Moravia (sonora stroncatura
per La vita interiore e per tutto la
produzione narrativa del Moravia 1970-80), Emanuelli
(questo scrittore mi era sconosciuto!), Morselli,
D'Arrigo, Pomilio, Fenoglio, Calvino, Parise.
Ciò che colpisce, al di là dell'acutezza dello
studioso, è l'onestà e l'obiettività di Vigorelli,
che, nel formulare i propri giudizi, non risparmia
appunti, riserve, rimbrotti, sempre ben argomentati,
neppure a chi conosce di persona e gli è amico.
Un libro molto interessante, oltretutto perfettamente
comprensibile e ben scritto, fuori dalle mode delle
scuole critiche dell'ultimo secolo, per chi desidera
approfondire la propria conoscenza del Novecento
italiano.
Un piccolo classico.
I
libri di Giancarlo Vigorelli