"Non andava per il mondo ad applicare
ordinamenti tracciati in anticipo, ma a vivere
conforme al modo in cui erano vissuti i cavalieri
erranti: il suo modello erano vite create e narrate
dall'arte, non gią sistemi montati e spiegati da una
qualsiasi scienza. E a questo conviene anche
aggiungere, per di pił, che a quei tempi non
esisteva ancora quella faccenda che si suol chiamare
"sociologia", tanto per chiamarla con un
qualche nome. (...) Non sceglieva lui , da superbo,
le avventure, nč si accingeva a far questo o quello,
ma solamente ad affrontare quel che gli metteva
innanzi la sorte delle strade; e poichč l'istinto
delle bestie dipende dalla volontą divina in maniera
pił diretta che il nostro libero arbitrio, si
lasciava guidare dal cavallo".
Di simili illuminazioni e sublimi metafore si
compone questo libro, in apparenza un semplice testo
di critica letteraria, una serie di postille ad un
capolavoro, il Don Chisciotte di Cervantes.
In realtą un grande libro, autonomo, bello, un
autentico breviario su come affrontare la vita, con
coraggio, intelligenza, saggezza, responsabilitą,
energia.
Unamuno trasferisce in questo libro la
grandezza della propria anima e ne fa una lettura
indispensabile per fronteggiare i numerosi passaggi
difficili con cui la vita ci impone di misurarci.
Don
Chisciotte viene a rappresentare il prototipo della
nobiltą d'animo e su di lui Unamuno dimostra di
saperne pił di Cervantes stesso.
Un libro da tenere
sottomano quando al coraggio di vivere subentra lo scoramento.
Dopo questa lettura, che ci rende pił liberi, curati e barbieri
non avranno pił nessun potere su di noi.
*Ispirato al Don Chisciotte di Cervantes il film
di Maurizio Scaparro (DVD, 2005)