Thomas HOBBES

Siamo nel periodo della Controriforma. In Inghilterra c'è l'assolutismo regio. Si assiste a una crisi politica (tra re e parlamento) e a una crisi religiosa (tra cattolici e protestanti).

Hobbes nasce da un parto prematuro e tale avvenimento si rivelerà per lui importante: egli confesserà di essere gemello della paura. L'opera maggiore di Hobbes in cui il filosofo enuncia compiutamente il suo pensiero è Il Leviatano.

Hobbes parte dal presupposto che tutto sia movimento. Dal movimento deriva la sensazione. L'uomo, tendendo al bene, tende dunque ad acquistare potenza per se stessa. Le sensazioni che derivano dal movimento sono piacevoli e spiacevoli. L'uomo e gli animali tendono alle sensazioni piacevoli. Ciò che differenzia l'uomo dagli animali è la ragione (il calcolo matematico), la religione, la curiosità.

L'handicap dell'uomo è di vivere con gli altri uomini, poiché "l'uomo è lupo per l'altro uomo". L'uomo non è dunque un animale socievole. Soltanto con l'astuzia e le alleanze l'uomo può sconfiggere gli uomini più potenti di lui.
Niente è ingiusto, perché non esiste la giustizia. La proprietà non esiste.

Il male maggiore per l'uomo è la morte.
Gli uomini si alleano per sfuggire al male della morte. "Non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi": questo è il primo gradino per uscire dallo stato di natura dell'uomo. Occorrono però pene e sanzioni per chi non rispetta questa regola; bisogna che questa regola venga imposta dall'alto. Gli uomini devono allora delegare a "un terzo" ogni loro diritto. 
Non ha teoricamente alcuna importanza che questo "terzo" sia un uomo o un'assemblea. Dal lato pratico è meglio che il "terzo" sia rappresentato dalla monarchia. Un'assemblea di uomini malvagi può reggersi, ad esempio, anche se il popolo va in malora, il re no. Hobbes viene a delineare la monarchia assoluta. 
Sin da ragazzo Hobbes si era dimostrato avverso a ogni tipo di discussione perché questa minacciava la stabilità dello Stato.

Nella monarchia di Hobbes la proprietà è mantenuta. Si tratta di un'elargizione per mantenere vivi gli interessi. I doveri del monarca sono di mantenere la popolazione nel benessere, mantenere la pace, mantenersi forte. C'è libertà di fede per ciascuno, ma è il monarca che deve provvedere alle leggi.
È necessaria la spada per far rispettare determinati principi.

Hobbes è un individualista. Non ha una concezione dinamica di massa o di popolo. Lo Stato è diviso tra sovrani e sudditi.

(v. s. 18-12-2004)

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