Pur essendomi accostato a I
rusteghi ignorando tutto o quasi del suo celebre autore,
confesso che, completata la lettura, ho realmente compreso cosa
rappresenti Goldoni per la nostra letteratura e in cosa consista
l'abilità di un commediografo di talento.Due sono i motivi fondamentali per cui questa commedia mi ha
impressionato favorevolmente: la comicità e il realismo. Apparentemente
la trama de I rusteghi è scarna e banale: si parla di quattro
cittadini veneziani del medesimo stato, di ugual carattere rustico; di
un matrimonio disposto all'uso antico, vietando cioè ai due giovani
di conoscersi prima delle nozze; di piccoli sotterfugi femminili.
Eppure, malgrado la trama non lasci presagire nulla di trascendentale,
la commedia si rivela sempre assai vivace, piacevole, interessante.
Indubbiamente
Goldoni è un commediografo di classe. La sua abilità nel descrivere,
nel dipingere caratteri e ambienti, è veramente eccellente. Questo
suo talento emerge già nella prima scena, che oltre ad introdurci
nell'atmosfera della commedia e a dare a questa l'impostazione, viene
ad essere nello stesso tempo una riuscitissima pittura
d'ambiente.
Ne I rusteghi, Goldoni ritrae
realisticamente, fedelmente, la sua Venezia, abitata da mercanti, da
donne intelligenti, da uomini talora selvatici. L'attaccamento di
Goldoni alla sua città è tale che egli usa, per esprimersi, il
dialetto. Lo usa con estrema accortezza ed efficacia; il dialetto,
impiegato con sapiente modulazione, rende più vera e più spontanea
la scena.
Ne è una prova evidente la quinta scena del primo atto, un dialogo
tra Lunardo e Maurizio, che si esaltano a vicenda.
Goldoni riserva
attenzione particolare anche alla psicologia dei suoi personaggi. Essi
appaiono al lettore, allo spettatore, vivi, perché reali.
Lunardo, Canciano, Simone e Maurizio rappresentano il vecchio mondo
veneziano, legato alla tradizione e timoroso del nuovo. Le donne
inscenano il piccolo mondo femminile sensato e pettegolo, che cospira
per suo conto.
Goldoni sa cogliere il lato comico di ogni
carattere e, mettendolo in rilevo, sembra egli stesso sorridere dei
suoi personaggi.
Inoltre, esiste forse un'attualità, per quanto negata da molti
critici, de I rusteghi. Nel profondo Veneto non è raro trovare
ancora, in special modo tra i più anziani, certi tratti del
carattere, per esempio la taccagneria, dei personaggi goldoniani della
Venezia del Settecento.
Ma figure indimenticabili, come quelle di Lunardo o di Canciano,
quest'ultimo certamente il personaggio più comico della commedia,
incarnano alcune debolezze universali dell'uomo, al di là dell'epoca storica
e dei confini territoriali.
I rusteghi sono dunque da
considerarsi una delle opere più riuscite di Goldoni e , a mio
avviso, ha ragione un noto critico che così si esprime sulla
commedia: "Mai come ne 'I rusteghi' il Goldoni è riuscito a
dare il senso poetico e drammatico di una intimità familiare".