Circa cinque-dieci persone su
cento sono omosessuali, cioè provano attrazione per persone del proprio
sesso. Si tratta di una minoranza consistente, che si trova ancor oggi a
dover combattere contro stereotipi, pregiudizi, ostacoli, che la
società continua ad opporre a chi manifesta la propria personalità
più autentica.Eppure sono anni che l'omosessualità è stata depennata dal novero
delle malattie psichiatriche. Sul DSM, una sorta di bibbia della
psichiatria internazionale, in cui sono classificati tutti i disturbi
mentali, dell'omosessualità non c'è traccia dal lontano 1973. Ed è
già dal 1993 che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha
classificato l'omosessualità come una variante normale della
sessualità umana.
Eppure la nostra epoca storica, malgrado la piena assoluzione
decretata dal potere medico, è una delle più omofobe
che si conoscano.
Ci sono state epoche storiche in cui si dava minor importanza ai gusti sessuali delle persone
e quello che uno faceva in privato non riguardava più che tanto la
comunità.
L'omosessualità, invece, sconta tuttora l'oppressione, la
persecuzione, l'aggressività che ogni società riserva al diverso, a
chi è in minoranza, a chi non rientra nelle caratteristiche del gregge.
Alcuni paesi considerano l'omosessualità un reato da punire con pene
detentive. Diverse nazioni, come l'Arabia Saudita, l'Iran, la Nigeria
e lo Yemen, puniscono ancor oggi l'omosessualità addirittura con la
pena capitale.
Nell'esclusione e nella violenza verso la persona omosessuale entrano in gioco
meccanismi psicologici ormai ben compresi, ma ancora molto diffusi, in particolare la
proiezione, attraverso la quale gli individui si proteggono dai propri aspetti
ombra, dagli abissi inquietanti della propria psiche, attribuendoli agli
altri, veri e propri capri espiatori. Ciò permette di liberarsi
dall'angoscia suscitata dalla diversità, attraverso una sorta di
autopurificazione.
Il più noto psicoanalista italiano, scomparso alcuni anni or sono,
Cesare Musatti, sosteneva che non esiste l'eterosessualità perfetta,
che anche l'eterosessuale più convinto può nutrire occasionalmente, nel corso della
propria vita, desideri verso persone del proprio sesso. Questo è
particolarmente vero per l'adolescenza e la giovinezza, quando
l'identità sessuale non è ancora completamente fissata.
Niente di ciò che è umano mi è estraneo, asseriva il classico
Terenzio.
Mentre ciò che manca a chi prova ostilità verso gli omossessuali è
proprio l'empatia, la capacità cioè di uscire dal proprio
egocentrismo e di calarsi nei panni dell'altro, capire le differenze,
ma anche le somiglianze, capire che l'altro è un nostro simile, ci è
umanamente prossimo, vicino.
Inoltre, al di là delle considerazioni psicologiche e delle citazioni classiche, ciascuno di noi non può ignorare il grande
contributo che gli omosessuali hanno fornito allo sviluppo della nostra
civiltà.
Per rimanere ad autori della letteratura italiana più vicini alla cultura giovanile contemporanea, ricordiamo i nomi
e le opere di Tondelli,
Busi e Pasolini.
E riandando indietro, come dimenticare quella stupenda cattedrale
letteraria che è la Recherche dell'omosessuale Proust? O le
liriche antiche di Saffo?
L'elenco potrebbe continuare e sarebbe lunghissimo e sorprendente,
non solo in campo artistico, bensì anche in ambito tecnico-scientifico.
Eppure gli omosessuali, che sono assolutamente soddisfatti del
proprio orientamento sessuale, devono ancora condurre vite in salita,
spesso irte di difficoltà.
Nevrotizzati talora da famiglie che non li accettano, discriminati
sul lavoro e persino dalle leggi di molti stati che, magari, in altri
campi si fanno paladini dei diritti umani, fatti oggetti di sciocche battutine e di stomachevoli
parodie cinematografiche, gli omosessuali faticano a essere accettati
nella loro completa umanità.
Tutto questo è ingiusto ed è auspicabile che, aumentando
nell'attuale società l'istruzione e la consapevolezza dei propri e
degli altrui diritti, certe persecuzioni ci appaiano sempre più come
oscure manifestazioni di una sorta di Medioevo, da superare e dimenticare.