L'anoressia mentale

Tra i problemi che con sempre maggiore frequenza affliggono adolescenti e giovani, in particolar modo di sesso femminile, figura quella condizione definita anoressia nervosa o mentale,  un disturbo alimentare che porta chi ne è vittima ad una magrezza patologica e, talvolta, alla morte per inedia.

Si tratta di una malattia complessa e per molti aspetti ancora misteriosa, di cui non si conoscono con esattezza le cause, anche se la maggior parte degli studiosi tende a ritenere che i motivi della malattia vadano ricercati nella sfera psicologica e sociale.

L'aumento stesso dell'incidenza della patologia anoressica negli ultimi anni avvalora l'ipotesi che ragioni socioculturali influenzino la genesi e l'evoluzione della malattia.

Rimarcando l'attenzione crescente che i media riservano al fenomeno, in molti forse ricordano i provocatori scatti-choc del fotografo Oliviero Toscani, che ritraevano, nel 2007, una modella anoressica, il corpo ormai reso cachettico dal digiuno prolungato. 
Ciò testimonia come una nuova sensibilità culturale identifichi, come una delle principali cause dell'epidemia, l'attuale canone di bellezza femminile diffuso dal sistema della Moda, basato sulla estrema magrezza delle modelle.

Oggigiorno non soltanto, e spesso con buone ragioni salutistiche, si combatte l'obesità, ma persino la floridezza, un tempo ideale di bellezza e di salute femminile, - si ricordino ad esempio le figure femminili ritratte da Botticelli o da Rubens -, viene ostracizzata, per cui giovani e adolescenti inseguono silhouette eteree, incompatibili con la buona salute e con un concetto di bellezza che non sia patologico. Spesso l'adolescente in sovrappeso viene deriso all'interno del gruppo dei pari, di cui ricerca spasmodicamente l'approvazione  e ciò non può non ripercuotersi sui suoi comportamenti alimentari.

Sui giornali, in televisione, su Internet, si propagandano le diete più disparate, anche le più irrazionali dal punto di vista dell'equilibrio dei principi nutritivi, per cui si può con certezza affermare che esiste una forte pressione culturale affinché i giovani si uniformino ad un modello di magrezza incompatibile con lo svolgimento di una vita felice e serena.

La magrezza patologica era presente anche in altre epoche storiche, ma il significato era diverso, dettato da un contesto culturale dissimile da quello odierno. Molti ricordano le cosiddette sante anoressiche, tra le quali spicca la straordinaria figura di Caterina da Siena, ma in quel caso l'anoressia sembra coniugarsi più con la fede religiosa, l'ascetismo, il misticismo, la spiritualità che con un ideale di bellezza.

Oggi, rispetto al Medioevo, la condizione femminile è profondamente mutata e diversi sono i condizionamenti e le aspettative culturali e sociali. Alla donna vengono poste richieste di  autonomia, di realizzazione nel mondo del lavoro, di assertività e, nello stesso tempo, la mistica della femminilità le richiede di essere dolce, comprensiva, sottomessa, attenta ai bisogni degli altri dimenticando i propri. Secondo molti studiosi a tali richieste contraddittorie e laceranti la donna può rispondere rifugiandosi nel sintomo anoressico, uno scacco esistenziale che procura vantaggi secondari e da cui è difficile uscire.

Sono molti, infine, gli esperti che rilevano nella psicologia delle vittime di anoressia, un vissuto caratterizzato dal dolore, dall'oppressione, dalla rinuncia ad essere se stesse, dal conflitto con le figure genitoriali e riportano ad esse le ragioni dello sviluppo della malattia.

Se la lotta contro l'anoressia può essere compito arduo e disperante, sono altresì molte le leve su cui si può agire per cercare di ottenere miglioramenti e guarigioni. Anche nel caso dell'anoressia il cammino verso la salute e il benessere psicofisico è sempre più praticabile, mediante trattamenti individuali o di gruppo, ovvero, sempre più spesso, attraverso interventi multidisciplinari che incidano sulla sfera fisica e psichica del soggetto sofferente.

Riferimenti bibliografici
Bell, R.M., La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, Milano, Mondadori, 1992
Cuzzolaro, M., Anoressie e bulimie, Bologna, Il Mulino, 2004
De Clercq, F., Donne invisibili. L'anoressia, la sofferenza, la vita, Milano, Bompiani, 2001
MacSween, M., Corpi anoressici, Milano, Feltrinelli, 1999
Marcone, M., Analisi in famiglia, Milano, Feltrinelli, 1977
Schelotto, G., Una fame da morire. Bulimia e anoressia. Due storie vere, Milano, Mondadori, 1992

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Pagina aggiornata il 14.05.08
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