La neve

Secondo una definizione scientifica la neve non è altro che "una precipitazione di acqua ghiacciata cristallina". Ma la scienza talvolta non è in grado di comprendere la magia della vita. 
A me la neve, per esempio, porta allegria. Questa nevicata natalizia mi ha sorpreso favorevolmente. Mi sono svegliato, e, scorgendo dalla finestra il paesaggio imbiancato, ho sorriso. 

È vero, la neve causa dei disagi. Le automobili faticano ad avanzare, il traffico diventa pericoloso e caotico, c'è sempre il rischio che qualche macchina sbandi, urti un altro veicolo, esca di strada. I marciapiedi possono coprirsi di ghiaccio e rendere instabile l'equilibrio dei passanti, le persone devono fare acrobazie per tenersi in piedi. Qualcuno può scivolare e cadere a terra rovinosamente, è successo. E riportare ferite, fratture, contusioni anche gravi. Ci vuole molta abilità e un corpo agile per camminare sulla neve, soprattutto quando la neve rende l'asfalto lucido o copre i marciapiedi di una lastra di ghiaccio. Una nevicata copiosa può affollare in poche ore la sala d'aspetto del Pronto Soccorso dell'ospedale. Ma è uno dei pochi, temibili inconvenienti della neve. In parte prevenibile con i mezzi spargisale e con un'organizzazione efficiente dei servizi deputati all'incolumità dei cittadini.

Anche per i clochard la neve (ma soprattutto il gelo) rappresenta un problema, rende più difficile una vita già dura. Ma costituisce anche un'occasione per mettere alla prova la nostra generosità, la nostra solidarietà verso chi soffre e ha dei problemi, il nostro senso civico.

Per il resto, per noi abitanti le zone temperate del pianeta che alle abbondanti nevicate non siamo abituati, la neve rende il paesaggio di una bellezza folgorante. I giochi di luce che fa il sole o, di sera, i lampioni e i fari delle auto, sulla neve, sono meravigliosi. 
A me la neve rilassa, dà tranquillità. Mi infonde gioia osservare la natura intorno, il cielo grigio, gli alberi spogli coi rami innevati, i cespugli imbiancati che si piegano per il dolce peso, le case decorate come nelle cartoline natalizie. Camminare sulla neve mi piace, sentirla scricchiolare sotto le scarpe, osservare le mie impronte, avvertire l'atmosfera ovattata intorno. Mi sembra di non essere più un banale pedone, ma uno che pratica lo sci di fondo.  E anche quando una nevicata intensa, prossima alla bufera, mi sorprende per strada e la neve cade fitta, si deposita sugli abiti, si ferma sulle sopracciglia, si accumula in strati sempre più spessi sul terreno, e il vento la fa mulinare graffiandomi la faccia, sono più felice che spaventato.

Dopo una nevicata, a casa, mi ricordo sempre di sbriciolare un pezzo di pane per i passerotti, fermandomi  ad osservarli dalla finestra mentre si precipitano, un po' timidi, ma festosi, verso il sospirato pasto. E il cuore mi si riempie di gioia.

Che bella la neve! Basta guardare i bambini e i ragazzi che si divertono a lanciarsi le palle di neve o che si si costruiscono i loro buffi pupazzi . 
E gli adulti, presi da una strana concitazione, che spalano alacri la neve da viali, porte e portoni, formando dei cumuli ai bordi della strada, mi sembrano anche loro di buonumore, più aperti e socievoli, più disponibili ad intavolare conversazioni improvvisate con vicini e passanti, sull'abbondanza della nevicata, sul tempo, sulle stagioni che non sono più quelle di una volta. E intanto rompono la consueta corazza di solitudine e diffidenza e riscoprono il piacere di parlare, di ridere e di stare insieme.

Da noi purtroppo la neve è un fenomeno atmosferico passeggero. Talvolta mi capita di invidiare gli abitanti della Groenlandia, che con la neve hanno dimestichezza e che conoscono tanti modi diversi per denominarla. Da noi poi, invece, la pioggia e il sole tolgono in fretta al paesaggio il suo bel manto bianco. Dopo pochi giorni riprende il solito tran tran quotidiano. E si ritorna a scuola.

(tema svolto da n.l.)

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Pagina aggiornata il 06.01.10
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Valentino Sossella