Mi presento
Salve! Sono quel ragazzo dell'ultimo banco. Si, quello che
se ne sta per lo più zitto e un po' in disparte a farsi gli affari suoi.
Ho scelto l'ultima fila proprio per questo: perché sei più libero e a
volte puoi distrarti dalla lezione, leggere un giornaletto sotto il banco
o trafficare col telefonino, senza dare nell'occhio e senza disturbare
nessuno. Questo non vuol dire che a scuola non presti la dovuta
attenzione alle lezioni, anzi, quando il professore spiega qualcosa che mi
interessa, pendo dalle sue labbra. Eppoi, credetemi, nemmeno quelli dei primi banchi, con la loro arietta perbene, stanno sempre attenti. Anche se fanno sempre sì con la testa e assumono l'espressione assorta mentre l'insegnante spiega, chissà quante volte pensano in realtà ai fatti propri o guardano semplicemente fuori dalla finestra? Del resto, a casa, cerco di fare i compiti e di prepararmi con scrupolo alle interrogazioni. Anche perché, se prendo brutti voti, i miei hanno la tendenza ad arrabbiarsi. Su come sono fisicamente, è meglio sorvolare. Io mi accetto così, anzi, un po' mi piaccio, anche se come quasi tutti sulla fototessera assumo quell'aria tipica da pesce lesso. Non passo ore davanti allo specchio ad ammirarmi e mi considero, per il momento, uno qualunque, uno che le ragazze ancora notano poco, una specie di uomo invisibile. Più che l'aspetto fisico, mi interessa la personalità della gente.
Purtroppo anche qui mi sembra di essere di una medietà deprimente. Mi
considero leale e sensibile. Non mi piacciono gli arroganti, i prepotenti,
gli egoisti, i ruffiani, i cinici e gli indifferenti. Credo di essere generoso e di dedicare
molte energie per gli altri, specialmente se li vedo in difficoltà e
bisognosi di aiuto. Però, messo di fronte a richieste che giudico eccessive, so come
dire di no. Avrete già capito che non mi piacciono per niente i
manipolatori e gli strumentalizzatori, quelli che che ti trattano da ingenuo
opprimendoti con le loro pressioni e le loro pretese continue. Da ultimo, ho sempre questa fastidiosa abitudine di essere critico verso me stesso, di nutrire dei dubbi sulle azioni e le decisioni da intraprendere. Ecco, non so quasi mai quando faccio la cosa giusta. Spero, maturando, di acquisire una maggiore sicurezza. Mi sento comunque, nel complesso, ben adattato in società, ho diversi amici, anche se ho scoperto, a mie spese, che non è sempre prudente essere troppo sinceri nel rivelare sé stessi agli altri. Forse non è un quadro entusiasmante quello che ho tracciato su me stesso. Ma devo crescere e ho fiducia di diventare un adulto dalla personalità compiuta e affascinante. Prima però, lasciatemi il tempo di capire faticosamente e lentamente chi sono. (tema svolto da n.l.)
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Pagina aggiornata il 15.09.09 |