Nata come applicazione militare
e diffusasi poi come strumento di comunicazione tra ricercatori di
università statunitensi, Internet è entrata a far parte stabilmente, negli
ultimi dieci anni, della nostra esistenza quotidiana.
Un computer, nemmeno particolarmente recente e potente, un modem, per
i più sofisticati una web-camera, e siamo in contatto con tutto il mondo.
Molti sono scettici circa questo nuovo sistema di comunicazione.
Alcuni pensano che Internet, diffusa capillarmente in tutte le famiglie,
così come ormai avviene in tutto il mondo occidentale, sia un falso
bisogno, indotto dall'industria, generato dai soliti persuasori occulti
al fine di vendere un maggior numero di personal computer e di altri
aggeggi tecnologici assolutamente inutili.
Altri apocalittici temono che la nuova tecnologia rafforzi la
solitudine o l'isolamento dell'uomo contemporaneo, ne assecondi i tratti
schizoidi e l'anomia, liberi la psicopatologia più torbida, contribuisca
alla diffusione di quella folla solitaria, composta da milioni di atomi
senza legami che caratterizza ormai la vita delle metropoli moderne,
faciliti i comportamenti criminali e antisociali.
Certamente la Rete non è Utopia o la Città del Sole, non
rappresenta la comunità ideale.
I pedo pornografi, i terroristi, i fanatici, i trafficanti di droga e i
truffatori di ogni risma trovano certamente nella Rete un supporto tecnologico che
rende più efficaci i loro propositi distruttivi.
Nella Rete, in definitiva, si rispecchia la società,. insidiata
costantemente dal
Male e caratterizzata anche dalla violenza, dalla corruzione e dalla
criminalità.
Ma la Rete possiede anche delle interessanti
potenzialità progressive, democratiche, liberatorie ed è questo il
principale motivo per cui la sua diffusione va incrementandosi in modo
capillare in tutto il mondo ed è per tale ragione che i regimi
tirannici e totalitari l'avversano, la temono e la censurano.
Internet
agisce da moltiplicatore delle informazioni e della conoscenza, dà
democraticamente la parola a tutti, favorisce i contatti interpersonali,
lo scambio di idee, di merci e di servizi.
Facilita i contatti dei
cittadini con le istituzioni. Mette a disposizione la possibilità di
apprendere a distanza, migliora la salute dei cittadini tramite forme
di teleassistenza e teleconsulto. Favorisce il reperimento rapido,
preciso e confrontabile tra più fonti delle informazioni. Permette
anche a chi abita in località remote l'efficiente acquisto di libri,
cd, dvd, elettrodomestici, viaggi, oggetti e gadget di ogni tipo.
Internet,
soprattutto, consente un importante esercizio di libertà: chiunque
può intervenire su forum o newsgroup, oppure costruirsi un sito o un blog personale;
a ciascuno, quindi, è data la possibilità di esprimersi,
dialogare, diffondere le proprie idee, mettersi in gioco su scala
planetaria.
L'unico discrimine è semmai tra chi ha accesso alle nuove tecnologie
e chi purtroppo ne è ancora escluso, per motivi economici o di
istruzione. E sarà forse questa la battaglia più importante nel
futuro: garantire l'accesso alla Rete a quanti più soggetti
possibili.
Molte delle idee e delle informazioni passate prima in
Rete hanno riaperto casi giudiziari, dato il la a legittime lotte
politiche e di emancipazione, contribuendo a modificare abitudini e
costumi collettivi, scalfendo pregiudizi, informando la gente con
maggiore tempestività ed efficacia dei media tradizionali.
Internet
ci sta modificando più di quanto siamo disposti ad ammettere.
Esiste,
nel Web, un'enciclopedia completamente gratuita, Wikipedia,
consultata quotidianamente da milioni di persone. Ebbene, questa
enciclopedia non è opera (almeno non soltanto) di accademici, bensì
di semplici appassionati ed è un'enciclopedia che ha superato in
diffusione quelle tradizionali.
Internet dimostra che le forze
vitali di una comunità, lo spirito imprenditoriale, la capacità di rinnovamento,
non passano soltanto attraverso i soliti canali tradizionali. Persino
le università, i professori, non possono più reclamare il monopolio
del sapere.
D'altronde è sempre stato così, solo che ce ne eravamo
dimenticati. La storia ci insegna che le scoperte scientifiche e
tecnologiche, i grandi movimenti di pensiero, letterari, artistici,
maturano spesso al di fuori dei templi sacri.
In una società ancora
oligarchica e gerontocratica, Internet offre ai giovani un possibile
strumento di riscatto. Le più grandi aziende della net-economy sono
state fondate da dei ventenni. E sono spesso i giovani coloro che
sanno maneggiare con maggiore disinvoltura le nuove tecnologie.
Tutto
questo però fa paura: a chi è abituato a prosperare su rendite di
posizione, ai monopolisti, ai mandarini del sapere, a chi non è
disposto ogni giorno a mettersi in gioco, a chi preferisce l'accumulo
di titoli accademici alla competenza, a coloro che temono quella
distruzione creatrice di cui parla nei suoi libri l'economista
Schumpeter, forza implacabile ma così necessaria per l'avanzamento,
il rinnovamento e la rivitalizzazione della società e dell'economia.
Oggi,
grazie a Internet, molti utenti si sono trasformati in imprenditori.
Tramite lo sviluppo dell'e-commerce, hanno costituito nuove aziende,
che utilizzano nuovi canali di vendita.
Ma soprattutto,
milioni di appassionati sono riusciti a trasformare i propri hobby, le
loro passioni vitali in fonte di reddito, per quanto ancora molto
modesto, grazie agli introiti pubblicitari.
Il mondo è in costante
divenire, lo sapevano già i filosofi greci; Internet accelera i
mutamenti e prefigura la società del futuro. Difficilmente, a mio
avviso, i conservatori ad oltranza, i tradizionalisti, gli immobilisti
riusciranno a fermarne gli sviluppi.