Descrivi il tuo migliore amico
Dico subito che per me l'amicizia è un legame un po'
particolare. Nei miei desideri si tratta di un rapporto naturale, che non
richiede alcuno sforzo, fra due persone che hanno delle affinità e delle
preferenze in comune. In realtà, come tutti i rapporti umani, mi sono
accorto che anche l'amicizia richiede un certo tipo di lavoro e di
fatica per andare avanti. È un rapporto fra due persone fatto di
telefonate, di incontri, di volontà di vedersi anche se magari quel
giorno non se ne ha tanta voglia. Io, purtroppo, ci sono delle giornate
che mi piace starmene da solo, a pensare, a sognare, a giocare e a
fantasticare per conto mio e non ho voglia di vedere nessuno. Capita
allora che gli amici talvolta ci rimangano male, si scoccino, si risentano
e un po' me la facciano pagare e perciò capita poi di vedersi più di
rado.
Penso anche di idealizzare l'amicizia, di essere molto esigente, per cui quando qualcuno non incarna il mio tipo ideale di amico, tendo io stesso a staccarmi. Al primo errore o alla prima delusione, mi raffreddo. Esiste comunque nella mia vita quello che io considero il mio miglior amico. Si tratta di Luca, uno che sopporta queste mie complicazioni e che, a modo suo, mi sa capire, sa capire i miei umori e di che pasta sono fatto. Luca è alto, bruno, ha un corpo muscoloso e ben proporzionato e già ci sa fare molto bene con le ragazze. In questo non l'aiuta tanto l'aspetto fisico, pur essendo un bel ragazzo, quanto il temperamento, aperto, esuberante, spavaldo, voglioso di vita e di esperienze, un tipo di carattere che ho notato far colpo sul genere femminile. Come io sono tendenzialmente riflessivo, prudente, quasi timoroso e sempre pronto a valutare i pro e contro di ogni azione, lui invece si butta nella mischia senza valutare rischi e pericoli. Mentre a me piace leggere o ascoltare musica, a lui piace pescare, per
cui ho preso l'abitudine, quando ho voglia di vederlo, o devo dirgli
qualcosa di importante, di andarlo a trovare in riva a fiumi e canali,
mentre con la canna sta cacciando qualche pesce, sempre naturalmente di
dimensioni mai viste. Le spacconate dei pescatori ormai mi divertono, non
c'è quasi nessuno di loro che non esageri nel racconto delle proprie
imprese. Meno male che abbiamo la passione comune per il calcio e ci
ritroviamo perciò tanti pomeriggi in un campetto di periferia ad
organizzare estenuanti e divertenti partite con altri ragazzi. Quando sono giù di corda e mi sembra che tutto nella mia vita vada male, Luca è sempre pronto a tirarmi su il morale. E' un battutista incredibile e col suo senso dell'umorismo riesce sempre a farmi ridere e a farmi dimenticare le difficoltà. In sua compagnia riesco a dare il giusto peso agli avvenimenti della vita di tutti i giorni, anche a quelli spiacevoli. Certo, talvolta mi capita di essere geloso del mio amico, perché io tendo ad essere possessivo, vorrei che diventassimo "amici per la pelle". Vorrei insomma l'esclusiva. A lui, invece, piace frequentare più gente, anche ragazzi e ragazze più grandi e io ho imparato, col tempo, a non vivere questa sua sete di vita come un tradimento. Luca, d'altronde, è sempre leale con me: se mi piace una ragazza non mi prende in giro, né tenta di soffiarmela. Anzi, talvolta è talmente generoso, che è lui a presentarmi nuove ragazze che ha appena conosciuto. Soltanto mi dice di stare attento alle donne, che sono esseri strani e imprevedibili, non come noi ragazzi che siamo più semplici e trasparenti. Certe giornate ci ritroviamo a casa sua o da me, a parlare per ore. Si, è vero: quasi sempre mangiamo schifezze e ridiamo e scherziamo e parliamo di cose senza importanza. Talvolta addirittura spettegoliamo come due comari. Però ci sono dei giorni che sembriamo due vecchi filosofi e parliamo degli argomenti importanti dell'esistenza: l'amore, l'amicizia, il sesso, il futuro. Lui, in genere, sa molte più cose di me e mi dà sempre motivo di riflettere, più tardi, sulle scoperte di cui mi ha portato a conoscenza. Luca, da grande, me lo vedo fare un lavoro che richieda molta abilità nel sapersi rapportare al prossimo, che so il commerciante o il direttore del personale. Non me lo vedo a svolgere qualche professione che richieda di passare molto tempo da soli, come lo scrittore o l'artista. Sulla nostra vita futura abbiamo comunque tutti e due le idee ancora confuse e trascorriamo molte ore a raccontarci cosa ci piacerebbe fare e cosa invece ci farebbe schifo. Di una cosa però siamo certi: che, se anche in futuro ci perderemo di vista, il nostro incontro rimarrà per entrambi una delle esperienze più importanti della nostra vita. (tema svolto da n.l.)
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Pagina aggiornata il 22.09.09 |