Sono stato per un lungo periodo
diffidente nei confronti del telefono cellulare.
Gli esibizionisti che ce l'avevano costantemente attaccato
all'orecchio, persino alla guida, assumendo espressioni per nulla
intelligenti, mi ispiravano assai scarsa simpatia.
Tuttavia, col tempo, ne sono rimasto catturato anch'io. Non rincorro
l'ultimo modello, risibile status-symbol, ma riconosco che il telefono cellulare
ha, negli ultimi anni, cambiato la vita di tutti noi.
Ha, per esempio, spedito in pensione le vecchie cabine telefoniche,
verso le quali nutro una mesta nostalgia. Diffuse capillarmente sul
territorio nazionale, presenti in ogni centro grande o piccolo, da
Sondrio a Cefalù, le cabine telefoniche erano diventate un importante
simbolo dell'unità nazionale.
Oggi non ci sono quasi più. E presto, forse, spariranno gli orologi
da polso. Il cellulare li sostituisce egregiamente: oltre a segnare
l'ora, fa da cronometro e da sveglia.
Non solo: funge da videogioco, da rubrica, da calcolatrice, da foto e da
video-camera, da quotidiano, da computer. È multimediale.
Dietro la prepotente affermazione del telefono cellulare non ci sono
soltanto ragioni utilitaristiche. Anzi, come sempre nell'affermazione di
un nuovo oggetto, conta molto la sua funzione psicologica.
Portare con sé il telefonino è come portarsi appresso un pezzetto
di casa: ci si sente più sicuri, meno soli nell'affrontare un mondo,
che tutti noi a volte percepiamo come ostile. Non solo il cellulare ci
può essere utile nelle situazioni di emergenza, ma anche in circostanze
più banali, quotidiane; esso ci permette di sentire più vicine le
persone cui siamo più emotivamente legati.
In un'epoca storica di declino forse irreversibile della
corrispondenza epistolare il telefonino, tramite gli SMS, ha riconferito
valore alla parola scritta, impiegata in una comunicazione al passo coi
frenetici ritmi della vita contemporanea, una corrispondenza stringata,
veloce, immediata, come sarebbe senz'altro piaciuto ai futuristi, dove
la brillantezza di una personalità ha la possibilità di estrinsecarsi
ricorrendo a pochi caratteri.
Grande strumento di socialità, il telefonino permette anche ai più
timidi di esporsi nella vita sociale, a piccole dosi, in maniera
modulata e quasi intimista.
Inoltre penso che il telefonino giochi un ruolo crescente nella
seduzione. Non solo la pubblicità dei cellulari è popolata di belle
ragazze e baldi giovanotti, ma davvero il telefonino costituisce una possibilità
in più per avvicinare ragazze e ragazzi, spezzare le barriere tra
coetanei. Basta un messaggino e può
scoccare la scintilla.
Che non si tratti ormai di un oggetto effimero, bensì di un'invenzione
tecnologica destinata a durare, lo testimonia la sua diffusione ormai
planetaria.
Pensavamo che il cellulare attecchisse soltanto presso gli italiani,
notori esibizionisti, sempre un po' sopra le righe e invece il cellulare
ha conquistato pure l'austero e calvinista Nord del mondo. Persino gli
svizzeri, compassati tradizionalisti, ne sono diventati fanatici
estimatori.
Scriveva, soltanto pochi anni fa, Derrick de Kerckove:
"Il telefono cellulare è la più intima di tutte le nostre
tecnologie di comunicazione, sebbene alcuni potrebbero sostenere che è
anche la più rumorosa e intrusiva". Oggi dobbiamo riconoscere
che la sua profezia si è pienamente avverata.