Camminando in città

Dicono che camminare fa bene alla salute. La vita frenetica, che conduciamo quasi tutti oggi, paradossalmente ci obbliga per molte ore al giorno alla sedentarietà. L'obesità, con tutte le ripercussioni negative che essa ha sul funzionamento dei vari organi e apparati, è diventata così uno dei problemi fondamentali della società contemporanea. I nostri muscoli poi, sempre meno utilizzati, tendono ad atrofizzarsi e noi ci sentiamo tutti talvolta già vecchi e logori.

Certo, camminare per le nostre città non è sempre così salutare. C'è lo smog prodotto da auto e industrie che intossica i polmoni, mentre la circolazione delle macchine rende la vita difficile a chi va a piedi. Persino gli attraversamenti pedonali si rivelano spesso pericolosi. D'altronde, è noto che chi va in macchina è quasi sempre del tutto indifferente ai diritti degli altri utenti della strada.

Nonostante tutti questi inconvenienti, e al di là delle raccomandazioni salutistiche dei dottori, a me camminare piace. Camminando, la città mi appare diversa da quando mi capita di attraversarla in automobile. Camminare è una piccola avventura aperta al nuovo e all'imprevisto.

Passeggiando, per esempio, si possono scoprire angoli della città poco conosciuti, ci si può fermare con calma ad ammirare l'architettura di una chiesa o di un palazzo oppure assaporare l'atmosfera di una vecchia via. Io non mi intendo molto di stili architettonici e di storia, ma osservando con attenzione ritengo si possano imparare molte cose.

Anche la gente costituisce uno spettacolo. Osservando il comportamento degli altri passanti  si apprendono molte cose nuove circa il funzionamento della società, capisci quali sono le nuove mode e le nuove tendenze,e quali, ahimè, i nuovi tic e i nuovi vizi.

Ti fai un'idea più precisa anche del mondo animale e vegetale. A seconda della stagione percepisci negli alberi e nelle piante nuovi odori e nuovi colori; ti accorgi dei gatti che prendono il sole nei giardini in fantastiche pose rilassate e che d'estate, verso sera, se ne escono per la strada in curiosa esplorazione. Osservi i cani: soltanto passeggiando ti rendi conto di quanti cani ci siano in città. Accompagnati dai loro padroni, cui spesso secondo me assomigliano caratterialmente, ce ne sono di varie taglie e razze. I più piccoli mi sono simpaticissimi, ti annusano i piedi, ti si strofinano ai pantaloni, al massimo ti leccano o ti offrono la testa per una carezza che li rende felici. I più grandi mi piacciono molto meno: non è raro che mi abbaino dietro o che spuntino improvvisamente dai cancelli ringhiando col muso feroce, spaventandomi. 
Si vede che ai cani grandi io gli sto proprio antipatico!

Ho letto da qualche parte che il moto stimola la produzione di idee e la riflessione. È vero. Mentre cammino mi accorgo di seguire con un certo godimento il corso dei miei pensieri  e le associazioni mentali che sorgono quasi spontanee come risposta agli stimoli dell'ambiente esterno. Il flusso dei miei pensieri mi tiene compagnia e chissà che un giorno io non riesca a partorire qualche nuova grande idea che cambi le sorti mie e del mondo.

Sono molto attratto dalle vetrine di negozi, edicole e librerie, che mi obbligano a soste più o meno prolungate. Mi può succedere inoltre, qualche volta, di deviare dal tragitto previsto e di andare in biblioteca, di cui apprezzo il silenzio e nello stesso tempo l'atmosfera stimolante che vi si respira, creata da libri e lettori.

Ma non voglio passare per un intellettuale. Per rendere le mie passeggiate più interessanti porto spesso con me l'iPod, con i pezzi musicali che preferisco e con brani scaricati dalla radio. I giornali ci definiscono la generazione multitasking, nel senso che facciamo più cose alla volta. Ci accusano di essere incapaci di attenzione e di concentrazione. A me invece vivere a più dimensioni soddisfa, mi sembra di risparmiare tempo e di vivere più intensamente.
Capita talvolta che ci siano però degli inconvenienti, come quando, per sistemate l'iPod, non mi accorgo dell'auto che sta svoltando nella mia direzione o della bici elettrica che sfreccia a folle velocità sulla ciclabile rischiando di travolgermi. Sono inconvenienti che conto di superare con l'esperienza.

Dopo una passeggiata, in genere arrivo a casa sudato e un po' stanco. So però che dopo una bella doccia e la cena dormirò tranquillamente e recupererò le energie per affrontare riposato l'avventura di una nuova giornata.

(tema svolto da n.l.)

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Pagina aggiornata il 06.09.09
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Valentino Sossella