Teatro del Seicento

Abbiamo due forme tradizionali: la tragedia e la commedia.

La commedia è classica, ma non raggiunge alti risultati. Equivoco e genericità ne sono i caratteri principali.

Nella tragedia fanno la loro comparsa il macabro e il truculento. Facile commozione, parole solenni, gesti teatrali. Il modello non è più quello classico della tragedia greca, ma diventa Seneca. 
Disertata dal pubblico, la tragedia diventa una faccenda da eruditi. 
Un autore, tuttavia, merita riconoscimento: Federigo Della Valle (1560-1628). Egli si distingue per certi aspetti, proponendo vicende più attuali sul piano del contenuto, con un approfondimento dell'analisi psicologica dei personaggi. Drammatici e importanti sono i temi morali trattati: il conflitto, caratteristico della società del Seicento, fra l'uomo e le istanze del potere temporale e religioso. Ne esita una tragedia più interiore, più autentica, più sincera.

Il Seicento anche nel teatro porta delle novità, con la creazione di generi nuovi. Si sviluppa la commedia dell'arte, una commedia senza parti scritte, ma con soltanto un canovaccio, sul quale gli attori improvvisano. I personaggi sono tipizzati; nascono le maschere (Arlecchino, Pulcinella, Pantalone, Balanzone ecc.). Questo tipo di teatro, più di attori che di autori, sopravviverà sino alla fine del XVII secolo. 
La commedia dell'arte ha caratteri di spontaneità, di immediatezza, di carica umana. È legata alla vita e alla realtà più che la commedia classica. 
I comici dell'arte ricorrono molto al linguaggio del corpo, alla gestualità e attingono al dialetto. La commedia dell'arte, che vanta antiche ascendenze nel teatro di Plauto e di Terenzio, utilizza scenografie semplici. Le situazioni più  rappresentate sono l'equivoco, il travestimento, l'amore ostacolato. Spesso il tema principale è  il conflitto fra servi e padroni.
Proprio perché i testi sembrano veicolare un atteggiamento di ribellione verso l'autorità, la commedia dell'arte viene avversata dal potere, in particolar modo dalla Chiesa, che, in pieno clima controriformistico, ritiene le compagnie di attori responsabili di diffondere idee in contrasto con la morale cristiana.
Subentra poi un irrigidimento dei personaggi. Manca l'indagine psicologica. A rompere con la commedia dell'arte sarà Goldoni.

Altro genere del teatro secentesco è il melodramma. Origina dalla favola pastorale. Fusione di poesia e musica. Dal punto di vista letterario si può affermare che il testo diventa via via sempre più subordinato alla musica. Sui "recitativi" prendono il sopravvento le "arie", in cui la musica ha un ruolo decisamente preminente rispetto al testo. L'elemento scenografico riveste la massima importanza. 
Rinuccini per la parte testuale e Monteverdi per le musiche portano il genere melodramma alla piena maturità.

Il dramma sacro, coerente con lo spirito del tempo. Dramma della Passione di Cristo (da cui derivano le processioni).

(v. s. 27-12-2004)

| home |

| banca degli appunti |