Fin dalla prima infanzia lo sviluppo della nostra
personalità viene incanalato in una precisa
direzione. Educatori, preti, mamme, psicologi, insegnanti
e fratelli maggiori ci spingono a procurarci molti
contatti sociali, molte amicizie, magari anche
superficiali, ci stimolano a sentirci a nostro agio
in comunità via via più vaste, in classe, con il
gruppo dei pari, in società, tra la folla.
Non contesto questi indirizzi pedagogici che hanno
pure una loro giustificazione e una loro utilità e
probabilmente un'origine filosofica rispettabile. Non
voglio mettere in dubbio i benefici di una socialità
equilibrata.
Mi ha da sempre scocciato, invece, l'enfasi, il tono
perentorio da crociata, il monoteismo degli
integralisti della socializzazione. La pericolosa
semplificazione dei bisogni, delle esigenze, delle
caratteristiche della psiche umana che le loro idee
contengono.
Agli occhi della psicologia e della pedagogia
conformiste chi si apparta viene, così, subito
investito da sospetti, dubbi, perplessità circa
l'integrità della sua salute mentale.
Questo libro, scritto da un famoso psichiatra
inglese, ribalta coraggiosamente queste tesi e
focalizza la propria attenzione sui benefici della
solitudine ai fini di uno sviluppo armonioso della
personalità.
Letto quando uscì in Italia, del libro di Storr
ricordo la valorizzazione della solitudine ai fini
del benessere personale, dell'equilibrio, della
creatività artistica e lavorativa. Una rivalutazione
compiuta pur con qualche rigidità mentale e
stilistica, tipica degli esperti della psiche.
La maturità e la piena realizzazione di una persona
finiscono per coincidere, secondo l'opinione di
Storr, non già coll'intrattenere coattivamente molti
rapporti sociali, ma con la capacità (e col piacere)
di star da soli.
Non si tratta, sia chiaro, di tesi originali. Poeti,
filosofi, scrittori l'avevano già scritto e con ben
maggiore incisività e densità.
Il merito di Storr è di aver sfidato, autorevolmente, il convenzionale piattume dei
colleghi e le concezioni prefabbricate tipiche della
sua formazione professionale.