Baruch SPINOZA

L'opera principale di Spinoza, in cui egli espone i principi della sua metafisica, è l'Etica. Consta di 5 libri: I: parla di Dio; II: uomo e mondo; III: condizionamenti dell'uomo da parte dei sensi; IV: meccanismo di liberazione dalle passioni dei sensi; V: incontro con Dio.

Spinoza è influenzato da Cartesio, almeno in parte, per la forma e il modo con cui si esprime. La tecnica del libro è matematica.

Intende per sostanza ciò che è in sé e per sé si crea: ossia ciò il cui concetto non ha bisogno di essere formato dal concetto di un altro. Per causa di sé intende ciò la cui essenza composta involge l'esistenza stessa, ossia ciò la cui natura non può essere concepita se non come esistente.

Spinoza parte dai concetto di causa e sostanza (causa sui) che sono la stessa cosa. Essendo prodotta da se stessa è illimitata, perché se fosse limitata sarebbe prodotta da un'altra causa e quindi non ve ne possono essere due poiché si limiterebbero entrambe. Spinoza afferma che la sostanza è unica (Dio). La sostanza è unica e noi conosciamo di essa gli attributi. Tali attributi sono nel loro genere infiniti e ci sono infiniti attributi essendo infinita la sostanza. Per attributo Spinoza intende ciò che l'intelletto apprende della sostanza, come costituente l'essenza della medesima. Noi ne cogliamo solo due che rispetto a noi sono sono infiniti, ma limitati rispetto all'infinità della sostanza: pensiero ed estensione. Spinoza non cade nel dualismo perché non si tratta di due sostanze separate, ma di due attributi della medesima sostanza.

I modi sono le affezioni particolari della sostanza, ossia ciò che è in altro e per mezzo di questo viene anche pensato. I singoli esseri sono finiti e sono nell'ambito degli attributi. I modi sono finiti, quindi non coincidono con la sostanza come gli attributi, ma sono nella sostanza. I modi limitano gli attributi.

Gli attributi non si condizionano a vicenda mentre i modi sì. L'uomo ha l'idea di Dio. L'idea è un modo finito del pensiero. L'idea di Dio non è finita, perché non è condizionata da modi finiti; perché l'idea di Dio ci viene dalla sostanza, non ci viene dal mondo esterno.

Concetto di Dio.
Per Dio si intende l'essere assolutamente infinito, cioè una sostanza costituita da infiniti attributi, dei quali ciascuno esprime un'essenza eterna e infinita.

Per eternità si intende la stessa esistenza, poiché si concepisce come discendente necessariamente dalla sola definizione della cosa eterna. Dio e gli attributi sono eterni. I modi non sono eterni, perché finiti e quindi il concetto di esistenza non è necessario.

  1. Tutto ciò che è o è in sé o è in altro.
  2. Ciò che non può concepirsi per mezzo di altro deve essere concepito per se stesso.
  3. Da una causa determinata data segue necessariamente l'effetto e per contro se nessuna causa determinata è data è impossibile che ne segua l'effetto.
  4. La conoscenza dell'effetto dipende dalla conoscenza delle cause.
  5. Le cose che non hanno nienet in comune fra sé non possono anche essere comprese, l'una per mezzo dell'altra, ossia il concetto dell'una involge il concetto dell'altra.
  6. L'idea vera deve convenire con il suo ideato.
  7. Di tutto ciò che può essere concepito come non esistente, l'essenza non involge l'esistenza.

La sostanza è unica, incondizionabile da altro, è in sé. I modi non sono in sé, ma nella sostanza, perché se fossero fuori dalla sostanza sarebbero in sé. Data una causa deve conseguire l'effetto.

La natura naturata è il mondo dei modi. La sostanza come causa è la "natura naturans". La natura naturata è ciò che consegue necessariamente dalla "natura naturans". La sostanza è necessariamente libera perché incondizionata e necessità. Spinoza elimina ogni finalismo perché la finalità è un'invenzione dell'uomo. La libertà coincide con la necessità. L'uomo essendo una modificazione dei due attributi )pensiero ed estensione) non è libero, ma legato al nesso causale. La libertà umana per Spinoza è il riconoscimento di non essere liberi. 

Per natura naturante dobbiamo intendere ciò che è in sé e di per sé è concepito, cioè quegli attributi della sostanza che esprimono un'essenza eterna e indefinita o (ciò che è lo stesso) Dio considerato come causa libera. Per natura naturata si intende tutto ciò che segue dalla necessità della natura divina, ossia degli attributi di Dio, ossia tutti i modi degli attributi divini in quanto sono considerati come cose che sono in Dio e che senza Dio non possono né essere, né essere concepite.

(v. s. 19-12-2004)

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