Credo abbiamo tutti l'obbligo, nel mondo
contemporaneo, di utilizzare al meglio le cognizioni
che ci provengono dalle scienze umane: psicologia,
sociologia, pedagogia.
E' possibile che l'importanza
di queste discipline si sia andata in questi ultimi
anni ridimensionando, causa il loro incerto paradigma
scientifico, tuttavia è impensabile approcciarsi a
molti problemi della società contemporanea,
ignorandone le acquisizioni .
L'alternativa, in molti
casi, è ricorrere ai consigli della nonna, il che
vuol dire adottare, quasi sempre, pregiudizi
perniciosi. Se ormai tutti noi ci appelliamo alla
psicologia nell'educazione dei figli, non si capisce perché non si debba farvi ricorso, quando si tratta
di un altro delicato ambito: l'organizzazione del
lavoro.
Il libro di Spaltro, uno dei maggiori specialisti
italiani di psicologia del lavoro, fornisce, lungo le
sue 365 pagine, preziosi spunti di riflessione e
molte idee, da applicare subito nella realtà
operativa. Si tratta a volte di idee semplici,
ispirate quasi dal buon senso, ma è incredibile
quanto la sfera relazionale venga trascurata
nell'organizzare le risorse umane nelle aziende e
quanto spesso pure il buon senso. Organizzare dei
servizi, trascurando la soggettività, oltre che
degli utenti anche degli operatori, significa creare
frustrazioni, stress, disaffezioni, demotivazioni che
vanno a detrimento della qualità del servizio
stesso.