Il SEICENTO

Panorama storico economico
Crisi economica, instabilità dei prezzi, ristagno demografico, evoluzione politica in Francia, rivoluzione in Inghilterra e Olanda. Il pauperismo investe vari strati sociali. La Spagna inizia il suo declino di grande potenza.

In Italia si assiste a un periodo di decadenza morale ed economica.In crisi l'amministrazione della giustizia: esistevano tribunali e funzionari, ma nessuno che applicasse le leggi. Un quadro significativo dell'epoca è fornito da I Promessi Sposi di Manzoni.
C'è convenzionalismo religioso, istituti arretrati come il maggiorasco.
Si trascurano i commerci e l'industria. Le regioni meridionali danno segni di crisi. L'Italia è pressoché interamente sotto il dominio spagnolo, eccetto Venezia.

Panorama letterario
Predomina il barocco. Non vi sono personalità poetiche di rilievo. La poesia assume caratteri esteriori, che testimoniano una mancanza di ideali.
Soltanto la musica, l'arte e la scienza smentiscono il giudizio negativo su questo secolo.

Da un certo punto di vista, alcuni elementi negativi possono essere considerati positivamente come ansia di novità, ripudio del Rinascimento e quindi della tradizione.
Si può considerare il Seicento un periodo di passaggio. C'è un rifiuto irrazionale del vecchio; c'è la coscienza dell'impossibilità di continuare allo stesso modo; però, nello stesso tempo, mancano contenuti validi sostitutivi.

Giambattista Marino è uno dei maggiori rappresentanti della letteratura del periodo. La sua arte si pone come unico fine la meraviglia. Per ottenere questo effetto ricorre a espedienti stilistici, formali, esteriori, con strani accostamenti e uso di parole musicali. La poesia diventa veste esteriore, ornata dagli accorgimenti più strani della forma e della musica. Il contenuto è però inesistente.

Se c'è positivo una positiva rottura con la tradizione, i temi rimangono purtroppo gli stessi. L'amore, che nel Rinascimento è fusione del fisico con lo spirituale, nel 600 diviene amore sensuale. La donna viene rappresentata senza celebrazioni. Si esalta, per esempio la donna nana, pidocchiosa.
La natura è lussureggiante, ma sostanzialmente artificiosa.

C'è il timore della condanna dell'Inquisizione. Al fondo delle coscienze agisce la Controriforma.
Il nuovo tipo di poetica che si sviluppa nel Seicento è fondato sul diletto. Il mezzo stilistico maggiormente usato è la metafora. Vi è l'esasperazione individualistica di determinate concezioni (concettismo).

L'orrore del vuoto è dato dall'impoverimento spirituale, di ideali. Con la teoria copernicana che si va affermando, l'uomo non si sente più al centro dell'universo.

Accanto al marinismo, troviamo altre tendenze: una tradizionale, antimarinista che si rifà al Petrarca e alla lirica del 500; un'altra classicheggiante, che nasce da un desiderio di novità: è nuovo lo spirito con cui ci si riallaccia ia classici. C'è libertà di scelta, ciascuno cerca i modelli più congeniali alla propria ispirazione. 
Chiabrera, per esempio, si ispira a Pindaro e ad Anacreonte. Accenti eroici in Pindaro, poesie semplici, quotidiane quelle di Anacreonte.

Accanto all'interesse per i metri e la musicalità si assiste a un arricchimento linguistico.

Un altro filone della poesia secentesca è il poema: La Gerusalemme liberata rimane il grande modello. L'imitazione del Tasso è tuttavia piatta e arida; ne nascono poemi di argomento religioso, inferiori a quello del Tasso. 
Vi è una sola eccezione: il poema eroicomico.

Alessandro Tassoni (Modena, 1565-1635) carica la propria comicità di un eroismo in cui non crede. La Secchia rapita narra la contorta vicenda del conflitto tra Bolognesi e Modenesi. Si scomodano persino personaggi storici. Si demitizzano gli eroi: il conte di Culagna, uno sciocco spaccone, rappresenta l'antiTancredi.

(v. s. 24-12-2004)

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