Alberto Asor Rosa, Scrittori e popolo, Einaudi, 1988

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Pubblicato per la prima volta nel 1965, Scrittori e popolo divenne ben presto un libro di culto non soltanto nell'ambito della cultura e della critica letteraria, ma per tutta una generazione che, nel Sessantotto e dintorni, si riconosceva nell'ampia area della Sinistra, istituzionale e non.

Ricordo la vecchia edizione Savelli (se non mi sbaglio!), concupita e mai raggiunta, con in copertina l'immancabile Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, dipinto che a quei tempi furoreggiava.

Si tratta di un libro che, a distanza di anni, appare al lettore comune difficilmente comprensibile nella parte, per così dire, "ideologica", mentre ha pagine di un'irresistibile fascino letterario quando analizza le opere di importanti scrittori, poeti e pensatori italiani dell'Ottocento e del Novecento (Gioberti, Mazzini, De Amicis, Carducci, Pascoli, Pratolini, Vittorini, Pavese, Jovine, Carlo Levi, Gramsci ecc.)

Ancora attuali e illuminanti le due "esercitazioni" finali su Cassola e Pasolini.

La tesi esposta dal giovane Asor Rosa in questo libro è la denuncia di un limite degli scrittori italiani, in particolare degli autori neorealisti, la cui rappresentazione del popolo conserva caratteristiche piccolo-borghesi, provinciali e di moderatismo politico, che denota un atteggiamento populista, anziché genuinamente progressista.

"Il ruolo svolto dal populismo in Italia - scrive Asor Rosa - è prodotto e causa insieme dell'assenza di una forte, moderna, avanzata cultura borghese". E aggiunge: "La realtà è che, mentre l'Europa esprimeva nel Novecento l'ultima grande fiammata di una letteratura borghese audacemente critica e distruttiva verso il mondo stesso che l'aveva espressa, l'Italia continuava a produrre generazioni di intellettuali ingenuamente fiduciosi nella funzione socialmente rigeneratrice dell'arte e della poesia".

Testimonianza di una particolare temperie culturale, Scrittori e popolo è un libro che, a mio avviso, per la qualità della scrittura letteraria in molte pagine espressa, merita di essere letto ancor oggi.

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Pagina aggiornata il 23.03.06
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