Pubblicato per la prima volta
nel 1965, Scrittori e popolo divenne ben presto un libro di culto
non soltanto nell'ambito della cultura e della critica letteraria, ma
per tutta una generazione che, nel Sessantotto e dintorni, si riconosceva
nell'ampia area della Sinistra, istituzionale e non.Ricordo la vecchia edizione Savelli (se non mi sbaglio!),
concupita e
mai raggiunta, con in copertina l'immancabile Quarto Stato di
Pellizza da Volpedo, dipinto che a quei tempi furoreggiava.
Si tratta di un libro che, a distanza di anni, appare al lettore
comune difficilmente comprensibile nella parte, per così dire,
"ideologica", mentre ha pagine di un'irresistibile fascino
letterario quando analizza le opere di importanti scrittori, poeti e
pensatori italiani
dell'Ottocento e del Novecento (Gioberti, Mazzini, De Amicis, Carducci,
Pascoli, Pratolini,
Vittorini, Pavese, Jovine, Carlo Levi, Gramsci ecc.)
Ancora attuali e illuminanti le due "esercitazioni" finali
su Cassola e Pasolini.
La tesi esposta dal giovane Asor Rosa in questo libro è la
denuncia di un limite degli scrittori italiani, in particolare degli
autori neorealisti, la cui rappresentazione del popolo conserva
caratteristiche piccolo-borghesi, provinciali e di moderatismo politico,
che denota un atteggiamento populista, anziché genuinamente
progressista.
"Il ruolo svolto dal populismo in Italia - scrive Asor
Rosa - è prodotto e causa insieme dell'assenza di una forte,
moderna, avanzata cultura borghese". E aggiunge: "La
realtà è che, mentre l'Europa esprimeva nel Novecento l'ultima grande
fiammata di una letteratura borghese audacemente critica e distruttiva
verso il mondo stesso che l'aveva espressa, l'Italia continuava a
produrre generazioni di intellettuali ingenuamente fiduciosi nella
funzione socialmente rigeneratrice dell'arte e della poesia".
Testimonianza di una particolare temperie culturale, Scrittori e
popolo è un libro che, a mio avviso, per la qualità della
scrittura letteraria in molte pagine espressa, merita di essere letto ancor
oggi.
I
libri di Alberto Asor Rosa