Io, almeno una parte consistente di me lo è, sono
un pigro che cerca di reagire all'inerzia con
saltuarie fiammate di attivismo e di operosità.
Uno, per intenderci, che prova un sentimento di
indulgente simpatia per Oblomov, mentre percepisce
come cordialmente antipatico e detestabile Stolz.
Se dipendesse soltanto da me, preferirei lasciarmi
trasportare dalla marea calma e cullante della vita,
evitando gli scomodi scossoni e le moleste grane
della diuturna lotta per l'esistenza.
Era inevitabile perciò che subissi il magnetismo di
un'esistenza esemplare come quella di Leautaud
(1872-1956), scrittore discontinuo, insofferente
verso qualsiasi fissa occupazione, amante degli
animali, impegnato principalmente ad annotare in un
interminabile diario le sue fantasie erotiche.
Il Leautaud ritratto in questo saggio-biografia da
Marco Scatasta, medico "umanista" di Ascoli
Piceno, appare al lettore simile a quei sapienti
imbevuti magari di filosofie orientali, capaci di
tenersi alla larga dagli affanni e dai trambusti del
mondo.
I
libri di Paul Leautaud