Georges Roditi, Lo spirito di perfezione, Bompiani, 1985

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"Adottare i desideri degli altri significa tradire i propri; anche tra i desideri nati da noi, c'è da fare una differenza: bisogna riconoscere il proprio desiderio profondo".

"L'uomo di perfezione non è un fanatico impaziente di rifare tutto. Correggere, migliorare, queste operazioni parziali apparentano lo spirito di perfezione all'esatto contrario del fanatismo, allo spirito di compromesso. Esso è estremo soltanto nella sua perseveranza".

"Il marchio tipografico di Aldo Manuzio, un delfino attorcigliato intorno a un'ancora, che Erasmo proponeva come emblema della massima Festina lente, può anche raffigurare lo spirito di perfezione, quest'arte di vivere nella quale il movimento e la costanza si conciliano".

"Petrarca nella solitudine di Valchiusa, in compagnia di amabili libri: 'Li interrogo e mi rispondono. E parlano e cantano per me'".

Saggio letterario, raccolta di aforismi, trattato filosofico per la vita quotidiana, breviario, vero e proprio livre de chevet, il libriccino di Roditi, di sole 125 pagine, pubblicato in Francia nel 1975 con il titolo di L'esprit de perfetion, è una vera e propria opera della vita, pensata, rivista, costantemente perfezionata. E' un libro che ci aiuta a trovare nell'esistenza il nostro ritmo, le nostre motivazioni, fuori dal clamore, dall'agitazione, dalla frenesia.

Lo fa in modo rassicurante e convincente, attingendo ai classici della letteratura e della filosofia. E' un libro che conforta e, nello stesso tempo, spinge ad uscire dal conformismo del successo mondano a tutti i costi, del consumo vistoso e insensato, della vita inautentica. 

E' un' opera che non affatica, anche per il modo stesso in cui è concepita, con pensieri densi, che superano, tuttavia, di rado, la paginetta, fatti per essere meditati e assimilati nelle pause di un pomeriggio libero, ma è un testo inesauribile, capace di dare delle risposte anche se lo si sfoglia o lo si apre a caso, come quei bellissimi testi di saggezza orientale, indiani, giapponesi o cinesi. 

Una concezione della letteratura, quella di Roditi, alta, che ha intenti conoscitivi e terapeutici.

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