Ci sono dei libri importanti
nella nostra esistenza, che forse non sono dei grandi
libri, delle opere eccelse di letteratura.
Porci con le ali, il cui titolo richiama
una citazione dell'antipsichiatra David Cooper, è
uno di questi libri, anche se l'autrice, Lidia
Ravera, proseguirà, con un discreto successo, la
carriera di scrittrice e Marco Lombardo-Radice, il
coautore, diventerà poi nella vita uno stimato
neuropsichiatra infantile (gli verrà dedicato anche
un commovente film dalla Archibugi, Il grande
cocomero, del 1993).
Il romanzo (gli autori rifiutano questa etichetta,
e definiscono il libro diario sessuo-politico,
nel tentativo di ridefinire e superare i generi
letterari), scritto a quattro mani, racconta le
esperienze esistenziali e sessuali di due
adolescenti, che, parlando il linguaggio della
gioventù degli anni Settanta, in un periodo in cui
la liberazione dei costumi era molto più apparente
che reale, danno voce all'immaginario maschile e
femminile.
Una narrazione intenzionalmente scandalosa, certo,
per la contraddittoria Italia di allora, una società
in rapido cambiamento ma ancora largamente
benpensante e farisea.
Una narrazione licenziosa, ma anche volutamente
terapeutica e pedagogica. E romantica.
Rocco e Antonia offrono dei modelli
comportamentali e, permettendo ai giovani di
identificarsi con i due protagonisti, consentono loro
di accettare e integrare nella propria psiche sogni e
desideri riprovati dalla società.
Il libro affronta, infatti, una materia scabrosa
(l'erotismo nei suoi più diversi aspetti,
l'omosessualità, la coppia, la solitudine, le
relazioni umane all'interno della famiglia e nel
gruppo dei pari), spesso rimossa dalla cultura
ufficiale e dalle agenzie educative di ogni tempo.
Una specie di manuale di sopravvivenza e di
soccorso, quindi, per le giovani generazioni,
lasciate spesso troppo sole a misurarsi con problemi
immani; un libro, che a mio avviso, ha determinato
molti più benefici che guasti.
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* Dal libro il film
di P. Pietrangeli (VHS, 2000)
I
libri di Lidia Ravera