Roberto Denti, Come far leggere i bambini, Editori Riuniti, 1982

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Leggere significa imparare a capire, a collegare argomenti e concetti diversi fra loro, significa imparare a rispondere ai propri interrogativi, a superare le difficoltà di comprensione. Leggere, più a fondo, vuol dire raccogliere e poi scegliere: vuol dire impadronirsi di uno strumento decisivo per muoversi nella società.

Come si possono stimolare nei bambini il piacere e l'abitudine alla lettura? A questa domanda ormai storica cerca di fornire una risposta Roberto Denti in quest'agile libretto della meritoria collana dei Libri di base.

Nonostante l'innalzamento dell'obbligo scolastico e il miglioramento del grado di istruzione, nei cittadini italiani la frequentazione dei libri e l'amore per la lettura non sono aumentati granché.
Si attribuisce erroneamente questa "crisi della lettura" alla televisione, che, qualora i programmi non assecondassero come ora  soltanto i gusti più deteriori del pubblico, potrebbe fungere invece da stimolo positivo della motivazione alla lettura già in tenera età.

L'autore ribadisce il valore insostituibile della lettura ai fini della formazione della personalità pur in un'epoca ipertecnologica come la nostra. Leggere migliora la capacità di pensare e affina il linguaggio. Orienta l'individuo nel mondo e nella realtà.
Per stimolare il bambino a leggere bisogna caricare il libro di un significato affettivo, inserirlo nella comunicazione quotidiana tra figli e genitori, associare l'apprendimento al gioco, scegliere i libri adatti all'età e allo sviluppo del bambino, rispettarne i gusti e gli interessi.

Si comincerà da 1 a 3 anni con libri dalle pagine di cartone, ricchi di immagini familiari (animali domestici, oggetti di uso comune, ecc,.) per passare più tardi alle filastrocche e poi alle fiabe, che offrono già una visione della vita e del mondo articolate, sedimentatesi nei secoli.
Considerate da studiosi del calibro di Vladimir Propp come la più antica forma di racconto umano (vedi qui ), le fiabe, col loro lieto fine, appagano il bisogno di sicurezza dei bambini e sono entrate a far parte del repertorio di tutte le culture.
Quando il bambino si sarà evoluto nel proprio sviluppo mentale ed emotivo, quando, maturando, avrà affinato le sue capacità di comprensione e la sua competenza linguistica, potrà passare alla lettura di libri contemporanei per ragazzi e naturalmente ai classici per l'infanzia (p.e. i Viaggi di Gulliver, L'isola del tesoro, Il richiamo della foresta, Tom Sawyer, Viaggio al centro della terra, Ventimila leghe sotto i mari, Il mago di Oz, Sandokan, Le indagini di Sherlock Holmes ecc.).

Conclude l'utile manualetto di Denti un capitolo redatto da quello strepitoso scrittore per l'infanzia che fu Gianni Rodari, dal titolo Nove modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura. Vediamoli:

  • Presentare il libro come un'alternativa alla tv
  • Presentare il libro come l'alternativa al fumetto
  • Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più
  • Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni
  • Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura
  • Trasformare il libro in uno strumento di tortura
  • Rifiutarsi di leggere al bambino
  • Non offrire una scelta sufficiente
  • Ordinare di leggere

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