CAIO VALERIO CATULLO. Carmina. Ritorno (CVII)

Si quicquid cupido obtigit umquam
   Insperanti, hoc est gratum animo proprie.
Quare hoc est gratum, nobisque est carius auro,
   Quod te restituis, Lesbia, mi cupido,
Restituis cupido atque insperanti, ipsa refers te
   Nobis. O lucem candidiore nota!
Quis me uno vivit felicior, aut magis hac res
   Optandas vita dicere quis poterit?

Se qualcosa mai accade a chi la brama intensamente, ma più
   Non la spera, questa è particolarmente gradita all'animo.
Perciò questo è gradito, e per me più prezioso dell'oro,
   Il fatto che tu, Lesbia, sei ritornata a me desideroso,
Sei ritornata a me desideroso e non sperante, tu stessa sei ritornata
   A me. O giorno da segnarsi con una pietra più bianca!
Chi vive più felice di me, o chi potrà dire esservi cose
   più desiderabili di questa mia vita.

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Pagina aggiornata il 11.11.04
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