Il RINASCIMENTO

Rapporti con l'Umanesimo
Gli "Studia humanitatis" volgono alla conoscenza della natura dell'uomo e a formare un ideale di uomo, a educare l'uomo.

L'uomo non è più scisso come l'uomo medioevale (anima e corpo), ma ha esigenze terrene accanto a quelle spirituali e religiose.

Il Rinascimento conduce al culmine il processo di rinnovamento introdotto con l'Umanesimo. Tutto quanto l'uomo crea è condizionato da questa nuova visione. 
Il Rinascimento è maturazione dell'Umanesimo.
Vengono meno i principi universalistici (Dante è l'ultimo nostalgico). Crollando i principi di autorità, cambia l'uomo.. L'uomo non cerca più una misura in Dio, ma in se stesso.. L'uomo umanista vuole vivere sulla terra, traendo da questa esperienza terrena la massima felicità.

Condizioni politiche, economiche, sociali
Terminano i 40 anni di pace e inizia il periodo delle invasioni straniere. L'Italia è frazionata, mentre in Europa ci sono gli stati nazionali. L'Italia diventa un territorio di conquista. Le guerre impoveriscono il Paese. L'attività economica viene mortificata. Le condizione economiche di gran parte della popolazione sono critiche, difficoltose. Tutto questo ha delle inevitabili ripercussioni sociali. Si accentuano le fratture tra le varie classi sociali. Abbiamo i nuovi capitalisti.

Posizione del letterato
Nell'Umanesimo la letteratura assume il carattere di evasione, di rifugio nell'ideale (Poliziano, il Magnifico). Gli autori sembrano quasi rifiutare la realtà.
A Firenze, con Leon Battista Alberti c'è impegno civile (Umanesimo civile).
Il Boiardo è un letterato che interpreta le aspirazioni cavalleresche degli Estensi. Ma non è in malafede: egli finisce col condividerle.
La posizione del letterato non è comunque in questo periodo una condizione comoda.

(v. s.)

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