Non farsi
intimidire, non farsi governare il cervello dal
nemico, muoversi con originalità, non in linea
retta.
Mai accettare la realtà come ti viene
imposta, sempre cercare una diversa posizione, mai
agire come gli altri si aspettano che tu agisca.
E' possibile che il libro abbia dei limiti e che i
personaggi rappresentati siano esangui, di carta.
Tuttavia, questo romanzo di Riotta è lettura che mi
ha appassionato.
Intanto è nato da un notevole sforzo di
documentazione storica, che permette all'autore di
renderci le battaglie più importanti della storia,
intelligibili, come rari testi specialistici riescono
a fare.
In secondo luogo, il protagonista, il colonnello
Carlo Terzo, mi ha affascinato. Studioso, uomo di
teoria, riuscirà alla fine a dimostrare, anche sul
campo, la sua abilità di stratega, riportando una
decisiva vittoria. La teoria, lo studio, la
riflessione, le letture, quando sono serie, sembra
dirci l'autore, costituiscono un potente strumento di
intervento sulla realtà, riescono a incidere sulla
concreta fattualità del mondo, costituiscono una
resistenza all'oppressione.
Un messaggio di speranza, che mi è sembrato di
recepire anche in altre prove narrative di Riotta.
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