Primo LEVI

La vita
Di origini ebree, nasce a Torino il 31 luglio 1919. Il padre, Cesare, è un ingegnere elettronico, curioso di tutte le novità. La madre, Ester Luzzati, che ha diciassette anni meno del marito, discende da una famiglia di agiati mercanti.
Nel 1921 nasce Anna Maria, la sorella, cui lo scrittore resterà legato per tutta la vita.
Nell'infanzia, Primo è cagionevole di salute; per tale motivo termina le scuole elementari privatamente. Frequenta più tardi il ginnasio-liceo Massimo d'Azeglio. Coltiva un vivo interesse per le scienze e per la montagna. Ha difficoltà in italiano, materia nella quale verrà infatti rimandato. All'università si iscrive a Chimica, in cui si laurea col massimo dei voti e la lode.
Nel 1942, vinto da un tumore, muore il padre Cesare. Per sopravvenute difficoltà economiche Primo si trova un lavoro, dapprima in una cava d'amianto, poi, a Milano, presso un'azienda farmaceutica svizzera. Caduto il fascismo, ha contatti con la Resistenza; fatto prigioniero, viene deportato, nel febbraio del 1944, nel lager nazista di Auschwitz.. Ne uscirà, profondamente segnato dall'esperienza, raggiungendo casa nell'ottobre del 1945.
Trova impiego in una fabbrica di vernici vicino Torino. Scrive. Nel 1947 sposa Lucia Morpurgo. L'anno dopo nasce la figlia Lisa Lorenza. Nel 1957 nasce il figlio Renzo
Lo scrittore muore suicida, gettandosi nella tromba delle scale, in seguito a una depressione l'11 aprile 1987.

Opere
Se questo è un uomo (1947); La tregua (1963); Storie naturali (1966); Il sistema periodico (1975); La chiave a stella (1978); La ricerca delle radici (antologia - 1981); Se non ora quando? (1982); L'altrui mestiere (1985); Racconti e saggi (1986); I sommersi e i salvati (1986); Osteria di Brema (raccolta di poesie - 1975); Ad ora incerta (raccolta di poesie - 1984); Conversazioni e interviste 1963-1987 (postumo - 1997)

Se questo è un uomo
Testimonianza, strutturata in diciassette capitoli, della propria reclusione in un lager nazista. La narrazione si snoda per episodi che non tengono strettamente conto di un ordine cronologico, ma rispondono alla necessità dell'autore di liberazione interiore, di rispondere a un impulso immediato e violento, di elaborare la propria angoscia di fronte all'orrore dei lager. Gli episodi vengono raccontati così come premono sulla memoria. La pubblicazione segue una tortuosa vicenda: il romanzo non verrà inizialmente pubblicato da Einaudi, perché respinto da Cesare Pavese e Natalia Ginzburg

La chiave a stella
Uno dei pochi romanzi che tratta il tema del lavoro, delle gratificazioni che può fornire il lavoro manuale. Romanzo che riscuote molti consensi, apprezzato in Francia anche da Claude Levi-Strauss. Vi si raccontano la vita e le vicende dell'operaio specializzato Tino Faussone, montatore di tralicci e ponti di ferro. Strutturato in capitoli-racconto come le prove narrative precedenti, il romanzo si segnala per la novità del linguaggio utilizzato: un italiano intessuto di piemontesismi.

La ricerca delle radici
Antologia personale degli autori che Levi considera fondamentali per la sua formazione. Trenta i brani contenuti: Il libro di Giobbe, Omero, C. Darwin, W. Bragg, J. H. Rosny, G. Parini, C.Porta, J. Swift, J. Conrad, L. Gattermann, F. Rabelais, T. Mann, R. Vercel, H. Melville, A. de Saint-Exupery, Marco Polo, T. Lucrezio Caro, I. Babel, S. Alechem, G. G. Belli, B. Russell, F. Brown, il testo della ASTM, S. D'Arrigo, A. C. Clarke, T. S. Eliot, P. Celan, M. Rigoni Stern, H. Langbein, K. S. Thorne. "La qualità principale del Levi antologista", scriverà Calvino in una recensione del libro su Repubblica apparsa l'undici giugno del 1981, "è quella di stabilire relazioni tra i testi più eterogenei".

L'altrui mestiere
Dopo lo strepitoso successo di Se questo è un uomo, rimane appiccicata addosso a Levi l'etichetta di scrittore-testimone degli orrori nazisti. Invece Levi è scrittore poliedrico, ha una solida cultura scientifica ed è curioso degli aspetti culturali, economici, lavorativi, tecnologici del mondo che lo circonda, spaziando anche in campi in apparenza distanti dalla sua professione di scrittore e di chimico. Le prose de L'altrui mestiere, cinquantun elzeviri già pubblicati su La  Stampa dal 1976 al 1984, danno piacevolmente e convincentemente al lettore la misura della complessità e della modernità della personalità di Primo Levi.

I sommersi e i salvati
Il titolo riprende un capitolo di Se questo è un uomo. Si tratta di un'opera amara, di un testamento spirituale, di un saggio storico, in cui Levi indaga i rapporti che intercorrono tra oppressi e oppressori. Soprattutto si sofferma su quella cosiddetta "zona grigia", di coloro, personalità gregarie, che, per ottenere vantaggi e privilegi, collaborano col potere opprimente. Le riflessioni di Levi giungono a conclusioni di un pessimismo e di un realismo assoluti, che nulla concedono all'ottimismo della ragione progressista. Il lager costituisce per Levi il prototipo delle organizzazioni umane, delle relazioni che gli uomini intrattengono pubblicamente fra di loro. La memoria dell'orrore nazista è destinata ad affievolirsi col passare delle generazioni, preparando la strada a mille altri nazismi. Nella desolazione della condizione umana soltanto la cultura può rappresentare, pur in presenza di situazioni estreme, un'esile, ma benefica ancora di salvezza.

Bibliografia

Bianchini, E. Invito alla lettura di Primo Levi. Milano, Mursia, 2000

I libri di Primo Levi

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Primo Levi. Opere (2vol.). Einaudi, 2000
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Primo Levi: un'antologia critica. Einaudi, 1997, pagine 432
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Marco Belpoliti. Primo Levi. Bruno Mondadori, 1998, pagine 224
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Robert S. C. Gordon. Primo Levi: le virtù dell'uomo normale. Carocci, 2004, pagine 316
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