Angelo POLIZIANO (1454-1494)

Angelo Poliziano è il prototipo dell'intellettuale umanista e mediceo.
Nelle Stanze per la giostra, la sua opera più famosa, non vi è imitazione pura e semplice, c'è la lezione dell'Umanesimo, rivissuta però in maniera personale.
Il poema si propone di celebrare la vittoria di Giuliano de' Medici in una giostra tenuta a Firenze nel 1475

L'opera si interrompe quando l'autore doveva affrontare il tema eroico, guerriero. Il tema fondamentale è l'amore di Julio per Simonetta. L'opera risultò dunque diversa da quelli che erano gli intendimenti del Poliziano. 

Con Poliziano sembra che il letterato perda i contatti con la vita. La natura è diversa da quella del Petrarca, dove ha un significato psicologico, o da quella di Dante, la cui natura ha un significato allegorico.

Qui la natura fa da sfondo e permette ai personaggi di definirsi.
La natura appare sempre serena, bella e vive in funzione del personaggio.

La concezione della vita riflette il pensiero umanistico. La vita è piena espressione dell'uomo, è vita libera, non condizionata in modo preponderante da problemi morali o religiosi. L'amore è un istinto, che non ha tuttavia la meschinità che raggiunge in certe novelle del Boccaccio.
Ci si abbandona al sogno, con la struggente e malinconica consapevolezza che si tratta di un sogno. La percezione della caducità delle cose suggerisce che tutto ciò che è bello nella vita non può essere che sogno.

Emerge una concezione naturalistica della vita, che non è compressa o sacrificata da problemi civili. Questo rifugiarsi nel mitologico lo avvertiamo principalmente nella Favola d'Orfeo.

(v. s. 18-12-2004)

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