Medicus Medicorum (Paolo Cornaglia-Ferraris), Pigiami e camici, Laterza, 2000

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copertinaIl libro fa il punto sulla sanità italiana dopo l'approvazione della riforma Bindi, che l'autore spiega ai lettori uscendo dall'incomprensibile gergo giuridico con cui è stata formulata e prestando molta attenzione, invece, agli aspetti concreti della sua attuazione.

La valutazione dell'autore sulla "lettera" della riforma Bindi è ampiamente positiva.

La scrittura di Cornaglia-Ferraris, pediatra-oncologo al Gaslini di Genova, proprio grazie alla conoscenza di prima mano dei problemi in cui si dibatte la sanità italiana, non è asettica, ma partecipata e incisiva, a tratti entusiasmante senza tuttavia spingere le precise analisi sul terreno della polemica calunniosa.

Anzi, le sue considerazioni appaiono lucide, convincenti e ben documentate, scritte con l'obiettivo, ampiamente raggiunto, di farsi capire anche da chi non è addentro ai problemi giuridici e amministrativi delle aziende ospedaliere.

Colpisce positivamente, poi, l'attenzione che l'autore riserva alla questione infermieristica, con frequenti parole di elogio, di apprezzamento, di grande considerazione per l'operato quotidiano della nostra categoria, o almeno per quanti di noi svolgono il proprio lavoro con impegno e dedizione.
Medici e infermieri costituiscono, per Cornaglia-Ferraris, l'interfaccia tra sapere e dolore.
In un sistema sanitario evoluto, inoltre, i medici non interferiranno con l'attività degli infermieri, rispetteranno la loro professionalità.
Se i medici continueranno a competere con gli infermieri, ostacolando la loro crescita professionale per paura di non sapere andare oltre , dove la moderna medicina li chiama, non potranno pretendere neanche aumento di responsabilità e di livello salariale
.

L' infermiere viene finalmente riconosciuto componente con piena dignità del gruppo curante, responsabile, per quanto riguarda la propria competenza, dell'iter terapeutico.
Viene ribadito il concetto che il benessere dei pazienti e quello degli operatori sanitari vanno di pari passo e che medici e infermieri soddisfatti erogheranno cure qualitativamente migliori*.

Il libro affronta, naturalmente in maniera diffusa, i nodi più importanti della sanità italiana: l'introduzione della managed care, con molte luci e qualche ombra sul razionamento delle risorse; la necessità di adeguare la spesa sanitaria per fornire un'assitenza di qualità (l'Italia destina alla sanità il 5% del Pil, contro il 6% degli altri Paesi OCSE, ndr); la formazione professionale, ribadendo la necessità per tutti gli operatori sanitari di una formazione continua; il rapporto medico (infermiere) - paziente, che va maggiormente sviluppato e curato; il rapporto con le associazioni di volontariato, da utilizzare come fattore di crescita qualitativa del sistema sanitario; le retribuzioni e le carriere, che non andrebbero più appiattite, con gli incentivi sindacalmente distribuiti a pioggia; la didattica, che forse è necessario tenere separata dall'assistenza; lo stimolo da imprimere alla ricerca, medica e infermieristica; la necessità di recuperare la perduta fiducia del paziente in chi lo cura, che si manifesta sovente in un inquietante aumento delle cause legali, facendo diventare il cittadino malato (e la sua famiglia) partner del gruppo curante, attore principale e non soggetto passivo della cura, di cui responsabilmente condivide scelte e obiettivi.

C'è ovviamente dell'altro in questo volumetto che gli addetti ai lavori non possono trovare che molto interessante e da leggersi con attenzione.
Il libro è dedicato a Ignatz Semmelweis, il medico ungherese pioniere dell'asepsi, perseguitato in vita da colleghi e istituzioni, definito da Cornaglia-Ferraris, medico con le mani pulite.

Per paradosso della sorte, apprendo che l'autore di Pigiami e camici, forse proprio a causa dell'espressione di opinioni giudicate non ortodosse, è stato licenziato dall'ospedale presso il quale lavorava.
Se questo è il motivo, si tratta di un fatto gravissimo.
Per chi desiderasse maggiori informazioni su Paolo Cornaglia Ferraris, il suo operato, le sue iniziative, la vicenda giudiziaria che lo riguarda, rinvio al sito Camici & Pigiami

* A tale proposito riporto un questionario in uso presso la casa di cura Santa Maria a Castellanza, in provincia di Varese, per misurare ( si tratta di una dimensione misurabile e quindi pressochè oggettiva) la soddisfazione degli operatori sanitari.
Ad ogni domanda si può rispondere con un punteggio che va da 1 (scarso) a 5 (ottimo).
Va da sè che l'uso di semplici strumenti come questo andrebbe, a mio parere, diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale, tenendo poi debito conto dei risultati raccolti. Il feedback che si otterrebbe andrebbe a beneficio di sicuri miglioramenti organizzativi, laddove vengano individuate "aree di sofferenza".
1. Riceve un'adeguata stimolazione per la sua crescita professionale?
2. Ritiene che i colleghi siano a conoscenza dei contenuti del suo lavoro?
3. Ritiene che le sue attese professionali siano state realizzate?
4. E' soddisfatto del rapporto con i degenti?
5. Si sente stimato dai suoi superiori?
6. Trova spazio per progetti e iniziative personali?
7. Ha autonomia decisionale?
8. Secondo lei, il suo è un ruolo di responsabilità?
9. E' soddisfatto del rapporto con i colleghi?
10. Prova un senso di appartenenza alla casa di cura Santa Maria?
11. Ritiene che sia tenuto in considerazione il rapporto tra quantità e qualità del lavoro?
12. Ritiene che il lavoro di promozione presso i medici e le organizzzzioni territoriali sia utile?
13. Ritiene che tale lavoro di promozione sia adeguatamente portato avanti?
14. Come sono i suoi rapporti con la dirigenza medica/infermieristica?
15. Come sono i suoi rapporti con la dirigenza amministrativa?
16. Quanto si sente supportato dal responsabile dell'unità operativa?
17. Qual è il suo grado di motivazione professionale?
18. Ritiene che l'ambiente di lavoro sia piacevole?
19. In quale misura ritiene di essere adeguato per il posto che occupa?

Si ricorda che la casa di cura Santa Maria dichiara ufficialmente di rispondere ai requisiti della norma Uni En Iso 9002.

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