Ci si rammarica spesso che la scuola trascuri la
cultura scientifica a favore di quella umanistica.
Si tratta di una mezza verità e di un luogo comune
intero, nel senso che la cultura umanistica trasmessa
dalla scuola, almeno a livello non specialistico,
diciamo di scuola media superiore, è piena di lacune
e di omissioni.
Per esempio il romanzo. A parte Manzoni e Verga,
pochi sono i narratori di cui si legge qualcosa,
spesso soltanto qualche castigato autore italiano del
'900.
Sugli stranieri per lo più si tace, i programmi sono
già pletorici; più di tanto, comprensibilmente, non
si può fare.
Eppure il romanzo rappresenta per l'Occidente una
tradizione che non serve soltanto a fare trascorrere
piacevolmente il tempo al lettore. E' anche un
insostituibile strumento di conoscenza, un mezzo
espressivo attraverso cui l'uomo occidentale si pone
domande fondamentali sulla propria esistenza, su
quanto cioè ha di più caro.
Come introduzione al mondo colorato e variegato del
romanzo, questo libro di Bufalino mi sembra
essenziale.
Compilato da uno scrittore raffinato, colto e
sensibile, animato da un amore sacrale per la
narrativa, questo dizionario è una guida per chi
voglia esplorare, senza perdere troppo tempo, il
ricco territorio della letteratura moderna da Don
Chisciotte all'Innominabile.
Un testo che mi sarebbe piaciuto avere alle superiori
e che mi avrebbe consentito di essere una persona
migliore, diversa da quel diciassettenne pieno di
brufoli e ignavia che, mio malgrado, sono stato.
Spesso la scuola, anche la migliore, mortifica il
desiderio di apprendimento di cervelli giovani e ricettivi
come spugne.
Un libro che ci invita, complice la presentazione di Bufalino, a incontrare, conversare, dialogare con i
personaggi più significativi del romanzo moderno,
più vivi, reali e interessanti dei conoscenti in
carne e ossa che incontriamo al bar o al lavoro e che
ci tediano mortalmente.
Un modo piacevole per capire come si è formata la
nostra soggettività di contemporanei.
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