Giuliano Baioni, Kafka Romanzo e parabola, Feltrinelli, 1997

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copertinaLa letteratura critica su Kafka è sterminata.
Io stesso, seppur superficialmente, ho letto in verità molti più libri sullo scrittore praghese che non direttamente la sua opera narrativa, anche se ricordo che la lettura, in giovane età, de Il Processo e La metamorfosi mi fece una grande impressione.

Il nome di Kafka risuona su riviste specializzate, libri, giornali, dibattiti televisivi. Anche il cinema non ha mancato di rendergli omaggio (ricordo la visione dell'inquietante film di Soderbergh).

Si tratta di uno scrittore certamente più citato che letto, ma che, più di qualsiasi altro del Novecento, esercita una indubbia, forte seduzione sull'Occidente.

Il merito del saggio di Baioni, uno dei massimi esperti sull'argomento, è quello di guidarci per mano nell'esegesi dell'opera kafkiana, permettendoci di districarci attraverso la impervia selva di approcci ermeneutici diversi: teologico, marxista, esistenzialista, freudiano e suggerendoci l'interpretazione degli enigmi irrisolti.

Le narrazioni di Kafka sono labirintiche, ricche di immagini, di visioni, irte di segni, di cifre, di metafore e di simboli, che hanno molto da dirci sulla condizione dell'uomo contemporaneo, anzi risultano spesso anticipatrici della nostra sorte. E non a caso per la produzione kafkiana si sono tirate in ballo le avanguardie novecentesche: il surrealismo, l'espressionismo.

Baioni cerca di renderci più evidenti quelle oscure, paradossali e tortuose verità che la sensibilità del praghese riesce a distillarci.
Ci guida attraverso i motivi della suo opera: la solitudine, la colpa, il sesso, la diversità, l'esilio, la malattia, il matrimonio, la giustizia, la religione, la donna, il mistero indecifrabile dell'esistenza, persino l'umorismo.

Lo fa addentrandosi non soltanto nei libri, ma anche nella biografia dello scrittore. Sottolinea come sia riduttivo interpretare la sua opera come semplice denuncia della burocratizzazione del mondo, ma come i motivi riconducibili all'ebraismo siano fondamentali per capire lo scrittore tedesco. Non ultimo: l'importanza della parabola chassidica nella costruzione della narrativa kafkiana.

Un libro, dunque, splendido anche se difficile, spesso munifico per il lettore di splendide rivelazioni, che richiedono tuttavia una assimilazione attenta e lenta, non sempre agevole nella convulsa epoca contemporanea.

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Pagina aggiornata il 28.10.01
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