Piero Ottone, L'Italia è un paese civile?, Mondadori, 1995

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"L'Italia è un paese disorganizzato, dissipatore, di mediocri tradizioni, in cui si vive meno bene che in altri paesi d'Europa o d'Oltreoceano"

Nell'ideale Pantheon dei miei "piccoli" maestri, un posto non marginale lo occupa Piero Ottone, che con i propri articoli ha contribuito, negli ultimi trent'anni, ad accrescere il tasso di civiltà dei nostri comportamenti. Specialmente per i sedentari come me, poco propensi alle fatiche dei viaggi, apprendere gli usi e costumi dei paesi civilmente più avanzati ha costituito, negli anni, un'importante lezione. Ricordo l'avidità con cui leggevo gli articoli che il giornalista genovese scriveva nella sua rubrica per L'Espresso, certo di trarne insegnamenti fondamentali.

Questo libro ripete un po' le idee già divulgate in quegli articoli e le espone con il consueto understatement, segno distintivo dello stile di Ottone.
Alla domanda contenuta nel titolo, l'autore risponde che no, l'Italia non è un paese civile, tutt'al più una propaggine del Terzo Mondo. Improvvisatori e sciatti, arretrati e maleducati, gli italiani sono invece convinti di essere un popolo eletto, proprio in ragione dei loro vizi.

E così non si accorgono di essere governati da una classe politica bizantina, priva di idee e di programmi capaci davvero di incidere positivamente sui problemi cruciali del paese; la classe dirigente, poi, manca della capacità di comandare in maniera accettabile e moderna; la pubblica amministrazione ignora il concetto basilare di "servizio"; tutti mettono il proprio tornaconto al di sopra dell'interesse generale e delle norme etiche.

Abbondano l'ostentazione, la corruzione, l'aggressività e la cafonaggine proprio in coloro che dovrebbero, in virtù delle loro cariche istituzionali, rappresentare un modello e un esempio. E il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica non ha migliorato le cose: cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa, se non peggiore.

Oggi che non siamo più poveri, è certamente un bene che gli italiani si interroghino su se stessi e sulla propria identità nazionale.
Questo libro di Piero Ottone ci aiuta a farlo assestando un duro colpo al nostro narcisismo e alle nostre soverchie illusioni, ma ci fornisce, nello stesso tempo, un forte stimolo a migliorare, a diventare cittadini più consapevoli e civili.

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Pagina aggiornata il 13.09.02
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