Ci sono stati anni, grosso modo dai Settanta ai
Novanta del secolo, in cui la società e la cultura
occidentali si sono concentrate su un argomento: il
sesso, sul quale investire tutta la propria volontà
di sapere.
L'importanza del sesso nelle nostre
vite è stata amplificata a dismisura e presto si
sono utilizzati, in questo ambito, gli stessi
criteri, le stesse misurazioni applicate al processo
produttivo. Sessuologi, psicologi, psichiatri,
educatori campavano sulle nostre defaillance
vere o presunte. Orgasmi brevettati e simultanei,
oltre che bioenergeticamente approvati, genitalità
mature che bollavano come perversione tutto ciò che
non rientrava nei loro rigidi precetti, incombevano
su di noi, introducendo nel sesso, attività che
dovrebbe rispondere al principio del piacere, il
freddo e aziendale principio di prestazione. Non se
ne poteva proprio più.
Bruckner e Finkelkraut, nel loro pamphlet,
si oppongono a questo rozzo sistema coercitivo. Lo
fanno adottando il registro della leggerezza, della
gioiosità, del gioco, della fantasia, ispirandosi al
connazionale Fourier.
Irriverenti, antiautoritari e
intelligenti, demoliscono le pretese normalizzatrici
degli esperti. Non vi è organo che abbia il
privilegio della veemenza sessuale, non vi sono zone
buone per andare in estasi e regioni poco sicure da
dove dover disertare, tutto offre ai nostri sensi di
che pascersi.
Un libro valido ancor oggi, soprattutto per le
giovani generazioni, che aiuta a vivere la propria
sessualità con maggiore gaudio e libertà.
I
libri di Pascal Bruckner
I
libri di Alain Finkielkraut