Giovanni pensa
di non sapere
ciò che lui pensa
che Maria pensa
che lui non sa.
Così si espresse, su questo libro, Jervis: Non
è un libro di psichiatria (ma neanche un libro di
poesie, contrariamente a quanto crede l'editore
italiano): è soprattutto una serie di schemi di
relazioni interpersonali, sui quali è molto utile
meditare.
Mentre la psicanalisi classica interpreta la
nostra esperienza alla luce dei conflitti
intrapsichici che trovano la propria radice
nell'infanzia, Laing enfatizza le dinamiche
interpersonali e il presente. L'origine delle nostre
ansie, dei nostri disastri personali è strettamente
collegato a distorsioni percettive, a veri e propri
grovigli esistenziali. E la psiche della persona
"normale" non diverge, qualitativamente, da
quella del paziente psicotico.
Un libro di appena 94 pagine, che ci apre nuove
prospettive nell'interpretazione del mondo; una nuova
psichiatria, quella delineata da Laing, il cui
progetto verrà precisato in altri mitici libri: L'io
diviso, L'io e gli altri, La
politica dell'esperienza. Una critica feroce,
quella dello psichiatra inglese, alla normalità.
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I
libri di Ronald David Laing