Vladimir Nabokov, Pnin, Longanesi, 1985

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Esiste un Nabokov frizzante e intelligentemente comico. E' quello, ad esempio, che ha scritto Pnin, pubblicato, in Italia, da Longanesi. 

Il protagonista è l'imbranato, ipocondriaco, distratto, professor Timofej Pnin, transfuga dalla Russia comunista, incapace di adattarsi alla vita americana, che insegna russo alla Waindell University. 

Il professore ha un rapporto conflittuale con le automobili, parla un inglese approssimativo, ha difficoltà con le donne e un divorzio alle spalle. Odia la psicoanalisi e tutte le altre attività psicoasinine. Un personaggio che cattura subito il lettore, che prova per lui compassione, ma anche simpatia e ammirazione. 

Numerosi sono nel libro i riferimenti dotti, alla letteratura e alla storia dell'arte. 
Il ritratto della vita universitaria compete con il miglior David Lodge. 

Nabokov dà prova, in questo romanzo, di spingersi in profondità nell'interpretazione e comprensione del contraddittorio mondo contemporaneo. Insomma, un libro amaro e sorridente, caustico e tenero che, usando un'espressione etimologicamente impropria, mi ha divertito.

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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