Mario Zanetti, Ubaldo Montaguti, Giuseppe Ricciarelli, Daniela Celin, Gianni Pieroni, Elisa Casadio, Barbara Curcio Rupertini, Augusto Zappi, Il medico e il management, Accademia Nazionale di Medicina, 1996

M
a
n
a
g
e
m
e
n
t

Va subito detto che si tratta di un libro molto tecnico, in alcuni suoi passi difficile da comprendere, proprio per la complessità dei temi trattati. E di un libro che si rivolge ai medici. Ora io credo che ciò non debba costituire un impedimento alla lettura e allo studio. Le circostanze culturali e storiche portano e porteranno sempre di più l'infermiere a doversi occupare di problemi gestionali. Quindi, certe nozioni devono divenirgli familiari.

Va anche detto che questo volume collettaneo è un tomo di 594 pagine, 6 parti e 18 capitoli. Riassumo i temi trattati: il Servizio Sanitario come impresa; i principali riferimenti normativi; la responsabilità del medico dirigente; gli strumenti del medico dirigente; le problematiche specifiche delle nuove aziende sanitarie; la proposta di un modello di approccio al problema della aziendalizzazione del sistema sanitario. Se si ha la pazienza di sfogliare il libro, sono molti i capitoli di interesse infermieristico. Mi soffermo su quelli, la cui lettura mi ha più colpito: anzitutto un bel e lungo capitolo (un centinaio di pagine) è dedicato alla qualità dell'assistenza sanitaria, alla sua valutazione e promozione, con analisi della Quality Assurance, del Total Quality Management (la qualità totale che ritorna, ndr) e dell'accreditamento delle strutture sanitarie. Un altro capitolo di grande interesse è quello dedicato alla gestione delle risorse umane.

Richiamandosi alle teorie di Drucker così si scrive a pagina 226:
a. le persone (...) sono la forza primaria dell'organizzazione,
b. in qualsiasi organizzazione la differenza tra fallimento e successo può, in ultima analisi, essere individuata nella qualità delle persone che in essa operano,
c. la "politica" e la gestione del personale sono uno dei più importanti problemi che i leader dell'organizzazione devono affrontare e continuamente risolvere al meglio.
Si passa poi ad analizzare la motivazione e l'impegno:
La capacità di motivare il personale in modo da convincere il personale a lavorare con la massima efficienza, prescindendo, quindi, dall'utilizzazione di incentivi di tipo economico, è una caratteristica dei dirigenti migliori. Molto spesso i dirigenti non riescono a motivare i collaboratori perchè rimangono concentrati sui loro bisogni e tendono a ignorare quelli dei collaboratori stessi.
Meccanismi non economici di motivazione sono:

  • la delega
  • il management partecipativo
  • la rotazione operativa
  • l'arricchimento operativo (favorire modificazioni delle modalità di esecuzione del lavoro sulla base di suggerimenti dell'operatore interessato rende meno monotono il lavoro)
  • l'orario flessibile (la possibilità di organizzare il proprio lavoro con una certa flessibilità temporale aumenta il senso di autonomia e l'autostima dell'operatore)
  • la formazione e l'aggiornamento
  • il rinforzo positivo (è quasi sempre pronta la critica per gli errori e i cali di performance, mentre quasi mai si riconosce che un lavoro è stato fatto bene)
  • il sapere ascoltare
  • l'essere aperto ( si tratta di essere ricettivi alle segnalazioni e alle opinioni degli operatori i quali, riconoscendosi in decisioni prese dai dirigenti, sentono aumentare la considerazione di se stessi)
    La motivazione genera un maggior impegno che è la chiave della qualità e dell'efficienza delle performance umane.

Parimente stimolanti, infine, il paragrafo sulla gestione per obiettivi (MBO) e quello sulla leadership.

| home |

| nursing |

| indietro |

 

Pagina aggiornata il 18.12.00
Copyright 2000-2007 Valentino Sossella