"Bertrand Russell propone che le scuole
elementari insegnino l'arte di leggere con
incredulità i giornali. Penso che tale disciplina
socratica non sarebbe inutile. Delle persone che
conosco, ben poche la compitano appena. Si lasciano
ingannare da articoli tipografici o sintattici;
pensano che un fatto sia accaduto perché è stampato
in grandi lettere nere; confondono la verità col
"corpo dodici""
Borges
Il quotidiano rappresenta un conforto nella vita
quotidiana di ciascuno di noi.
Non solo e non tanto perché ci tiene informati, ci
dà le ultime notizie (questo compito lo svolge ormai
molto meglio, in modo più completo e celere, la
televisione), ma perché le notizie le commenta.
I grandi giornali come Il Corriere della Sera,
La Stampa e Repubblica, ma in
pratica tutti i quotidiani a tiratura nazionale,
possono permettersi di annoverare fra gli
opinionisti, grandi giornalisti, eminenti professori
universitari, acuti pensatori.
Le considerazioni che vengono proposte al lettore
sono quasi sempre di prim'ordine e facilitano la sua
crescita e la sua maturazione come cittadino
consapevole e come uomo.
Sembrano considerazioni retoriche, ma non è così,
sono dimensioni importanti per il progresso di un
popolo.
Quando ero studente io, gli insegnanti più preparati
spesso organizzavano in classe la lettura di più
giornali e le discussioni che ne seguivano le
ricordo tra le più vivaci e formative. Oggi non so
se si faccia ancora, presumo di sì, e gli insegnanti
che se ne astengono lo fanno forse più per timore di
innescare dibattiti politici che per indifferenza.
Per un appassionato di letteratura come me, poi, c'è
sui quotidiani quella leccornia che si chiama Terza
Pagina, che in verità col tempo non è più la
terza. La pagina culturale, insomma. Qui il lettore
ha modo di essere informato sulle novità librarie,
ma può leggere articoli spesso molto interessanti
riguardanti varie discipline e seguire le immancabili
polemiche letterarie. Male fa chi snobba queste
pagine: si nega piacevoli scoperte e utili
approfondimenti.
E' vero che oggi con Internet mi viene più comodo,
ma soprattutto economico, leggere il quotidiano sul
monitor del pc, ma rimane la nostalgia per la carta
stampata; è un'altra cosa: la lettura su carta è
più agevole e piacevole, ha un'altro profumo.
Ma vengo al libro di Murialdi. Lo acquistai che ero
liceale con i soldi della paghetta. E ne fui subito
orgoglioso. Mi sembrava di non accontentarmi di
conoscere superficialmente le cose ma di aver voglia
di approfondirle con serietà.
In questo libro Murialdi non solo spiega come viene
impaginato il giornale, insegnandoci i termini
tecnici (per esempio cosa sono l'apertura,
la spalla, l'articolo di fondo, la notizia
contornata, il taglio alto, il taglio
medio, il corsivo, l'occhiello,
l'elzeviro), ma ci invita a saper leggere
fra le righe, a considerare come una notizia viene
presentata da quotidiani diversi, a riconoscere gli
interessi economici e politici e i relativi
condizionamenti che spesso stanno dietro ogni
testata.
Un vero manuale tascabile, scritto da un esperto,
corredato con tanto di immagini esplicative.
Se, come diceva Hegel, il quotidiano è la preghiera
dell'uomo moderno, Murialdi è colui che ce ne spiega
brillantemente il testo.
I
libri di Paolo Murialdi