Michel de Montaigne, Saggi scelti, Utet, 1982

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copertina Saggi"I Saggi [...] occupano circa ottocentocinquanta pagine di largo formato. Se li leggete tutti uno dopo l'altro, meditando su quanto vi offrono, qualcosa in voi ne sarà per sempre cambiato".
(Harold Bloom, La saggezza dei libri)

Il responsabile dell'agenzia Utet, vestito con sobria eleganza, mi squadrò attraverso gli occhiali spessi, perplesso e un po' irritato, quando gli chiesi una copia dei Saggi di Montaigne.
"Chi?" mi apostrofò, visibilmente scocciato dalla richiesta che riteneva per lo meno insolita.

Realizzai che la contemporaneità, fatta di transazioni, fatture e traffico, poteva tranquillamente fare a meno dello scrittore e pensatore francese, mentre il mio sguardo indugiava libidinoso sulle rilegature raffinate dei volumi alle spalle del mio interlocutore.

Il libro me lo procurai lo stesso, e a metà prezzo, in una libreria antiquaria, zeppa di remainder. Era un grazioso tascabile azzurrino, che posseggo ancora, la cui lettura trovai da subito interessante.

Sentii una repentina affinità, ma soprattutto una sconfinata ammirazione per questo spirito scettico del XVI secolo, dotato di una profonda cultura classica, acuto conoscitore della vita e degli uomini, sedotto da tutti i punti di vista, senza adottarne rigidamente nessuno, incline alla riflessione (ma con quali profondità!) e alla speculazione filosofica.

Quando definiamo un'opera "saggio" (che etimologicamente significa "esperienza" di vita e lettura), è a questi Essais che ancora ci riferiamo come prototipo.
La solitudine, la morte, la conoscenza, il bene e il male sono soltanto alcuni dei temi dibattuti dal nobile francese e contenuti in questo volumetto.
Il libro, inoltre, è zeppo di considerazione autobiografiche e digressioni erudite.

Deliziose le citazioni, tutte tratte dalla classicità, con cui Montaigne sostiene le proprie argomentazioni. Citazioni che nel volume Utet sono splendidamente tradotte e quindi utilizzabili prontamente nella propria vita.

Sono ormai passati molti anni dal mio primo incontro con Montaigne. Dei suoi Saggi ne possiedo tre edizioni. Ma giacciono, specialmente i volumi raffinati e completi di Adelphi, malinconicamente muti sugli scaffali.
Forse anch'io mi sto omologando ai tempi, come il titolare dell'agenzia.

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Pagina aggiornata il 26.09.07
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