"I Saggi
[...] occupano circa ottocentocinquanta pagine di largo formato. Se
li leggete tutti uno dopo l'altro, meditando su quanto vi offrono,
qualcosa in voi ne sarà per sempre cambiato".
(Harold Bloom, La saggezza dei libri)
Il
responsabile dell'agenzia Utet, vestito con sobria
eleganza, mi squadrò attraverso gli occhiali spessi,
perplesso e un po' irritato, quando gli chiesi una
copia dei Saggi di Montaigne.
"Chi?" mi apostrofò, visibilmente
scocciato dalla richiesta che riteneva per lo meno
insolita.
Realizzai che la contemporaneità, fatta di
transazioni, fatture e traffico, poteva
tranquillamente fare a meno dello scrittore e
pensatore francese, mentre il mio sguardo indugiava
libidinoso sulle rilegature raffinate dei volumi alle
spalle del mio interlocutore.
Il libro me lo procurai lo stesso, e a metà
prezzo, in una libreria antiquaria, zeppa di remainder.
Era un grazioso tascabile azzurrino, che posseggo
ancora, la cui lettura trovai da subito interessante.
Sentii una repentina affinità, ma soprattutto una
sconfinata ammirazione per questo spirito scettico
del XVI secolo, dotato di una profonda cultura
classica, acuto conoscitore della vita e degli
uomini, sedotto da tutti i punti di vista, senza
adottarne rigidamente nessuno, incline alla
riflessione (ma con quali profondità!) e alla
speculazione filosofica.
Quando definiamo un'opera "saggio" (che
etimologicamente significa "esperienza" di
vita e lettura), è a questi Essais che
ancora ci riferiamo come prototipo.
La solitudine, la morte, la conoscenza, il bene e il
male sono soltanto alcuni dei temi dibattuti dal
nobile francese e contenuti in questo volumetto.
Il libro, inoltre, è zeppo di considerazione
autobiografiche e digressioni erudite.
Deliziose le citazioni, tutte tratte dalla
classicità, con cui Montaigne sostiene le proprie
argomentazioni. Citazioni che nel volume Utet sono
splendidamente tradotte e quindi utilizzabili
prontamente nella propria vita.
Sono ormai passati molti anni dal mio primo
incontro con Montaigne. Dei suoi Saggi ne
possiedo tre edizioni. Ma giacciono, specialmente i
volumi raffinati e completi di Adelphi,
malinconicamente muti sugli scaffali.
Forse anch'io mi sto omologando ai tempi, come il
titolare dell'agenzia.
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