Se c'è un fenomeno che caratterizza la nostra
epoca è il bombardamento vertiginoso di informazioni
cui siamo quotidianamente sottoposti, destinato con
gli anni ad aumentare ulteriormente.
Secondo me, ciò va interpretato favorevolmente: il
cervello umano, per svilupparsi e per mantenersi in
perfetta forma, agile e flessibile, ha bisogno di
stimoli, il più variati possibile.
Ed è ciò che ci consente la fruizione diffusa di
quotidiani, libri, riviste, pubblicazioni di vario
genere, ma anche cd, cd-rom, film, audio e
videocassette, televisione e per ultimo, ma non ultimo
per importanza, il computer e la "rete delle
reti": Internet.
Mai come oggi è consentito alle masse di appagare la
loro sete di conoscenza, mai come ora è a
disposizione di tutti la possibilità di completare
in autonomia la propria formazione culturale e
professionale, soddisfare le proprie curiosità,
usare il tempo libero in modo creativo e
gratificante, partecipare "da vicino" e
"in diretta" agli avvenimenti
internazionali.
Certo esiste anche chi critica questo stato di cose,
chi depreca che mai come oggi le masse siano
narcotizzate da programmi televisivi che mirano allo
stordimento e da pubblicazioni che incitano al
conformismo consumista.
Spesso poi la pletora di informazioni, talvolta
contraddittorie, e le immagini violente che arrivano
nelle nostre case finiscono per disorientarci, per
angosciarci, per destabilizzarci a causa di quella
che è definita "ansia da informazione".
Sono critiche di cui è lecito tener conto.
E' vero: molti di noi hanno smarrito la preziosa
capacità dell'introspezione, di fermarsi a
riflettere in silenzio, di ascoltarsi, di formarsi un
giudizio nella quiete di un'attenta meditazione
personale; forse molti hanno abdicato per sempre al
proprio spirito critico e abbracciano le idee
professate di volta in volta dall'opinion-maker di
turno.
Personalmente tendo a dubitare che in epoche storiche
passate l'indipendenza e sicurezza di giudizio
fossero qualità diffuse a vari strati della
popolazione. Probabilmente soltanto un'elite di
aristocratici o di studiosi era in grado di farsi
un'idea precisa delle cose e del mondo.
Ciò non toglie che hanno perfettamente ragione
coloro che, per esempio, sostengono che la
televisione, almeno quella pubblica, dovrebbe
proporre spettacoli più educativi, dovrebbe
stimolare il pubblico alla visione di programmi che
sollecitino la riflessione attiva.
Senza parlare del cinema che spesso produce film di
una comicità becera e inconcludente.
Ma più che una mano occulta, più che un complotto
delle multinazionali a danno dei cittadini, dietro
questi spettacoli e il loro successo stanno i gusti
del pubblico, che sono spesso diversi da quelli
ipotizzati dagli intellettuali, che prendono
probabilmente se stessi a modello.
Trovo profondamente sbagliato riferirsi ad uno
spettatore tipo che non esiste, idealizzare gli
uomini, che sono quelli che sono e spesso
preferiscono la partita di calcio ad un dramma di
Shakespeare, Panariello a Pirandello.
Dobbiamo imparare a convivere con i chiaroscuri che
riguardano le umane vicende e abbandonare talvolta le
belle illusioni prodotte dal cielo delle utopie.
L'importante è che l'offerta "culturale"
arrivi a tutti secondo le loro necessità e i loro
desideri.
L'industria culturale che produce i quiz un po'
"scemotti" è quella stessa che consente di
leggere i capolavori della letteratura mondiale a
poco prezzo, quella che mette alla portata del nostro
portafoglio la musica classica o il cinema di autore.
Pur con tutti i limiti e le critiche possibili, la
nostra epoca mette a disposizione una vasta gamma di
opportunità da cui scegliere.
La diffusione del computer e di Internet rappresenta
un po' la sintesi della situazione contemporanea.
Il computer permea ormai le nostre vite, è strumento
di divertimento e di lavoro, di studio e di gioco. Il
suo funzionamento, preciso, matematico, ha finito per
influenzare il nostro modo stesso di ragionare e di
giudicare.
Per quanto riguarda Internet, è un mezzo che stimola
l'interattività e la partecipazione attiva e, se è
vero che i siti di maggior successo sono spesso
quelli "stupidotti" sulle barzellette o
quelli erotici, ciò non toglie che siano a portata
di clic siti di biblioteche, università, quotidiani
autorevoli, enti umanitari, ecc.
Ciascuno è libero di scegliere secondo le proprie
inclinazioni, il proprio sviluppo emotivo e
culturale, la propria storia personale, il proprio
senso di responsabilità.
La nostra sarà anche un'epoca di declino e di crisi,
ma a mio giudizio ricca di opportunità per tutti.