Giovan Battista MARINO

La vita
Nasce a Napoli il 14 ottobre 1569. Abbandona gli studi di legge, raccomandatigli dal padre per intraprendere studi letterari.
Aspira al ruolo di poeta di corte. Nel 1592 diventa segretario di Matteo di Capua, principe di Conca. Conosce il carcere.
Ripara a Roma, dove entra al servizio del cardinale Aldobrandini. Gli incarichi portano successivamente Marino a Ravenna, Bologna, Venezia, Genova e Modena.
Nel 1608 è a Torino, dove gode della protezione di Carlo Emanuele I di Savoia. Entra in conflitto con un poeta, Gaspare Murtola, che cerca anche di ucciderlo.
Marino entra di nuovo in carcere nel 1611, con l'accusa di maldicenza nei confronti del duca.
Ambizioso, il poeta va in Francia, a corte, dove ottiene onori, celebrità e ricchezze. Rimane 8 anni a Parigi, densi di successi.
Muore a Napoli il 25 marzo 1625.

Adone
L'opera principale di Marino è un poema, l'Adone, che esce nel 1623. È il più lungo testo poetico in lingua italiana, costituito da quarantamila versi, suddivisi in venti canti. Costituisce il prototipo della poesia barocca italiana.
La vicenda narrata è statica, con frequenti ripetizioni e digressioni.
Adone è un bellissimo giovane, amato da Afrodite. Cupido lo conduce a Cipro dalla dea. Adone visita il giardino di Afrodite, dopo di che i due si sposano. Il loro matrimonio viene celebrato dal dio Mercurio.
Il dio Marte, però, giunto nel frattempo, costringe Adone a fuggire.
Al termine di una serie di peripezie, Adone diventa il re di Cipro. Marte, geloso, attira Adone in una caccia. Un cinghiale si innamora del bel giovane e lo ferisce a morte, nel tentativo di baciarlo.

La lettura dell'Adone risulta faticosa, ma gli scenari proposti dal poeta sono fantastici e le atmosfere di accesa sensualità.
Adone, che come caratteristica principale ha la bellezza, è un antieroe. Egli è imbelle, efebico, sensuale.
La storia di Adone simboleggia l'incapacità dell'uomo a confrontarsi con la natura e il carattere illusorio e frustrante di un universo fondato sulla pura sensualità.

Dal punto di vista stilistico, nella poesia mariniana l'ornamento prevale sul contenuto.
Il poema è come sprovvisto di centro, di struttura, tende unicamente a strabiliare.
L'Adone riscuote uno straordinario successo in tutta Europa e numerosi sono i letterati che tentano di imitare Marino.

(v. s.)

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Pagina aggiornata il 21.01.05
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