La
creatina è quell'integratore alimentare usato dagli sportivi per far
crescere a dismisura la propria massa muscolare.
Nell'agile pamphlet del critico letterario romano Filippo La Porta, la
creatina diventa metafora di molti vezzi e vizi della società letteraria
italiana.
Si va dal servilismo dei recensori alle lodi sbracate della quarta di
copertina, dal presenzialismo di taluni personaggi all'invenzione di
fenomeni e movimenti letterari del tutto inconsistenti, dagli esercizi
calligrafici di molti critici affermati alla prosa gonfiata degli
scrittori più alla moda.
E poi salotti, riviste letterarie deserte di lettori, ma che tuttavia non
dialogano tra loro, sponsor, favoritismi, insinuazioni, pettegolezzi, spregiudicate campagne
promozionali, smaccati scambi di favori, editing invasivi ed egocentrismi
insopportabili, per confluire in un narcisismo ormai di massa, caratterizzato
dai molti che vogliono esserci ed apparire ad ogni costo e magari da
coloro che vogliono scrivere un romanzo anche se non hanno niente di rilevante
da dire.
Per paradosso, in una società come la nostra, poco incline alla
lettura, al silenzio e alla meditazione e proprio quando la letteratura sembra svuotarsi di ogni
attitudine critica dell'assetto sociale e dell'esistenza e quindi della capacità
di incidere sul presente, essa è onnipresente sui media, propagandata da
imbonitori, da conduttori radiotelevisivi che parlano di libri adottando
lo stile leggero, incalzante e vacuo dei deejay e da principi del
talk show, "le biblioteche personali dei quali non si immaginano
straripanti". In questo modo la lettura viene imposta al
pubblico come obbligo sociale, mentre la letteratura, associata talvolta
a giochini ed indovinelli, viene banalizzata e
ridotta a pura forma di intrattenimento.
Agile, pungente ed incisivo, il saggio di La Porta offre molti spunti
di riflessione. Inoltre, di passaggio, l'autore rimanda ad altri libri,
italiani e stranieri, alcuni sono opere di narrativa, aiuto prezioso per il lettore
che voglia farsi un'idea più
precisa dell'industria culturale nostrana e dei suoi retroscena. Cito alcuni di questi testi
come promemoria personale e pensando di far cosa
gradita ai visualizzatori di queste sintetiche note web:
AAVV., I potenti della letteratura, Rusconi
M. AMIS, L'informazione,
Einaudi
H.DE BALZAC. Illusioni
perdute, Newton & Compton
L. CANALI, La
dismisura. Strafare, malfare, divagazioni, antidoti, Feltrinelli
L. CANALI, Manuale ad uso degli scrittori esordienti, Bompiani
T. CAPOTE, Preghiere
esaudite, Garzanti
A. DE CARLO, Tecniche
di seduzione, Bompiani
A. MORESCO, Lettere
a nessuno, Bollati Boringhieri
G. RUGARLI, Il
superlativo assoluto, Garzanti
G. RUGARLI, Andromeda e la notte, Rizzoli
M. SERRA, Il
ragazzo mucca, Feltrinelli
La Porta conclude il suo libro con questo auspicio:
"[...] vorrei ribadire come la letteratura vada rigorosamente
presa da sola, senza droghe o eccitanti, e senza l'aiuto di assistenza o
generose promozioni dall'esterno (né ha bisogno di pietose rottamazioni
dato che, come è stato osservato, essa stessa è fatta di rottami e
rovine). In un primo momento potrebbe risultare troppo lenta,
intollerabilmente faticosa, non del tutto congeniale a un consumo
mediante zapping, non abbastanza interattiva, perfino un po' noiosa; ma
dopo non mancherà di mostrare con sorprendente generosità a lettori
pazienti i suoi tesori, nascosti in mezzo a tanti oggetti
abbandonati".
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