Davvero un testo completo, che
non può mancare nella biblioteca dell'infermiere, questo Guide
to nursing management di Ann Marriner-Tomey, preside dell'Indiana
State University School of Nursing, già nota in Italia per un
importante libro sulle teorie del nursing, pubblicato dalla casa
editrice Ambrosiana di Milano col titolo I teorici
dell'infermieristica e le loro teorie.Il volume passa in rassegna tutte le componenti del management
scientifico: 1) pianificazione, 2) organizzazione, 3) gestione del
personale (staffing), 4) direzione, 5) controllo.
Facendolo, si sofferma con minuzia di particolari nell'analisi dei
principali temi inerenti la gestione dell'assistenza infermieristica.
Per esempio, l'autrice affronta argomenti quali: il processo
decisionale, la creatività, le dinamiche di gruppo, la gestione del
tempo, l'uso efficace delle riunioni, la delega, il management finanziario,
il budget, la contabilità, il contenimento dei costi, i DRG,
il marketing, la struttura organizzativa, l'organigramma, la
cultura organizzativa, la gestione del cambiamento, il reclutamento del
personale, il nursing modulare o per settori, la turnazione, la
produttività, i sistemi di classificazione dei pazienti, la leadership,
l'evoluzione del pensiero manageriale, il conflitto, la motivazione, la
comunicazione, l'assertività, la valutazione del personale, la
disciplina del personale, il counseling per i dipendenti, la
gestione dello stress, il piano di lavoro, l'audit, la gestione
del rischio, la quality assurance.
Il contenuto del libro
testimonia del proficuo cammino compiuto dagli infermieri negli ultimi
decenni. Naturalmente, nemmeno il management scientifico
costiuisce una panacea, la soluzione ottimale di tutti i problemi.
Soprattutto se applicato con scarsa convinzione e poca
flessibilità.
Molti problemi importanti rimangono probabilmente
aperti, non si tratta di una scienza esatta, soprattutto, a mio
giudizio, quando affronta questioni che riguardano da vicino l'uomo, le persone,
gli individui e la loro psicologia.
Il cuore umano è così ricco, imprevedibile e ancora largamente
sconosciuto che qualsivoglia sistema, fosse anche il più preciso, pur
riuscendo a cogliere alcune caratteristiche essenziali fallisce nei
particolari, nei dettagli.
Il "fattore umano" è ancora (e forse, per fortuna) una variabile
poco misurabile e controllabile.
Si farebbe torto a questo
libro se non si affermasse che, comunque, il management scientifico è
senz'altro quanto di meglio si possa opporre alle improvvisazioni e agli
autoritarismi di un passato ancora recente.
L'approccio scientifico agli aspetti gestionali ha permesso di affossare
definitivamente quello "stile da caserma", per dirla con Piero
Ottone, che caratterizza ormai soltanto le organizzazioni più
arretrate.
Un risultato esaltante.